La tanto discussa strada della Ciucciara è sempre esistita e riportata perfino sulle carte del Catasto Gregoriano dell’anno milleottocentodiciannove, ma negli ultimi anni dell’altro millennio e nella seconda meta del secolo scorso, con interventi poco chiari, fu ridotto l’alveo del fosso e fatta scomparire la strada ad esso attigua.
Lo studio dello storico Giancarlo Breccola, molto scientifico ed attendibile per le carte topografiche, risalente agli anni duemilaotto, basato su quanto affermato sia dal famoso storico Luigi Pieri Buti nel suo testo Storia di Montefiascone, pubblicato nel lontano milleottocentosettanta, quindi oltre due secoli or sono, sia sugli studi di Pietro Linder, datati tra il milleottocentonovanta ed il millenovecentodieci, parla chiaramente dell’esistenza di una località, costituita da grotte e di case in muratura, essendo una zona ben esposta al sole e riparata dai freddi venti di tramontana.

Costruzioni in località Ciuccara, poi meglio chiamata con l’attuale termine Ciucciara, nelle quali abitavano circa millecinquecento persone.

Questo insediamento abitativo era poco distante dalle Coste del Cunicchio. Tra la suddetta località ed il lago di Bolsena, esisteva un fosso, accanto al quale, con il continuo passare, si costrui una strada quale via di comunicazione.

Tutte e due le strutture prendevano il nome dalla località della loro origine, appunto la strada della Ciuccara poi Ciucciara.

Gli abitanti delle case e delle grotte la usavano per raggiungere il lago, ove attingevano l’acqua sia per la loro sopravvivenza che per quella degli animali che allevavano.

Strutture queste, che già nel Catasto Gregoriano, erano qualificate, se pur indirettamente, di pubblica utilità, essendo a disposizione di tutti gli abitanti della località Ciuccara-Ciucciara.

Tutta la storia, più o meno recente, con relativa disputa tra il Comune di Montefiascone da una parte e la persona occupante l’area adibita a strada con la messa a dimora di piante d’olivo, definite poi dalla medesima, secolari, e la modifica dell’alveo del fosso, dall’altra, è a tutti nota visto che si trascina ormai da molti anni e diverse Amministrazioni vi hanno messo mano.

Non va dimenticato, ad onor del vero e per le ricerche fatte, che le piante non sono secolari in quanto è ancora viva la persona che le ha vedute piantare, come pure sono vive alcune persone che sono passate per quella strada nel periodo immediatamente dopo la seconda Guerra Mondiale. Tutte le considerazioni in merito sono lasciate ai lettori.

Pietro Brigliozzi

 

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