«Le ingiustizie quando si consumano in periodi drammatici per l’Umanità assumono il significato di imposizioni violente.

Il silenzio assordante delle istituzioni – denuncia Bengasi Battisti, Coordinamento Enti Locali per l’acqua pubblica, – ha poi il sapore del distacco dei governi locali dal nobile compito di garante delle Comunità. Si consuma così l’ennesimo, ingiusto e significativo aumento delle tariffe dell’acqua applicato dalla Talete, nonostante molti sindaci abbiano negato di averlo votato.

La Talete oggi applica l’aumento malgrado non siano state attuate le ragioni che erano alla base di una simile scelta. Infatti, tutto era rimandato a quel prestito che il consiglio di amministrazione della società di gestione idrica affermava essere indispensabile per la sua sopravvivenza. Nel frattempo, il carrozzone della Talete continua a spendere in assunzioni e dotazioni.

In questo difficile momento, con più forza e determinazione, si chiede la chiusura della fallimentare gestione privatistica della Talete e l’affermazione di una nuova modalità gestionale pubblica e partecipata. Come consigliere comunale ho chiesto, insieme gli altri componenti del gruppo Ambiente, salute e legalità del Comune di Corchiano, la convocazione di un consiglio comunale per discutere sul tema e decidere sulle eventuali misure da adottare per fermare l’ennesima ingiustizia.

L’acqua non è una merce e le Comunità hanno il dovere di tutelare il diritto a questo bene comune, il bene comune per eccellenza».