VITERBO – “Il Comitato “Non ce la beviamo” ha invitato tutti i sindaci e i consiglieri di Viterbo e Provincia a unirsi all’assemblea tenutasi venerdì 10 marzo presso la Sala del Consiglio del Comune di Viterbo per discutere della vicenda e sottoscrivere lo schema di diffida già trasmesso ai Comuni.

Come portavoce del Movimento 5 Stelle della Tuscia abbiamo aderito all’evento e, come già annunciato, sottoscritto la diffida.

Il Movimento 5 Stelle è da sempre in prima linea nel sostenere la battaglia per l’acqua pubblica. Un principio che, malgrado l’esito referendario, viene costantemente messo a repentaglio da una linea politica nazionale e locale che
si muove in tutt’altra direzione.

Ne siamo purtroppo testimoni anche nella provincia viterbese dove alcuni sindaci della Tuscia hanno dato mandato al CDA della Talete per valutare la possibilità di ingresso nella società di soggetti privati, in barba alla scelta dei loro concittadini con il “SI” alla gestione pubblica del servizio idrico del referendum 2011. E naturalmente, ma lo sapevano già, ha risposto solo Acea SPA.

Oggi nei territori della Tuscia siamo ancora costretti a lottare perché ciò non avvenga; chi vuole privatizzare si sta muovendo al di fuori delle regole, contravvenendo procedure, norme e trasparenza. Vogliamo impedire la privatizzazione da parte di ACEA con la scusa di salvare Talete, una società ormai “morente” da cui si può uscire.

Continueremo a lottare a fianco dei comitati, affinché l’acqua non sia una merce su cui lucrare e noi cittadini solo un “numero” da cui guadagnare”.

I portavoce dei comuni del movimento 5 stelle della Tuscia

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