SORIANO NEL CIMINO – La direzione regionale Valutazioni ambientali e bonifiche, con una determina dello scorso 20 luglio, ha affidato in maniera diretta ad una società specializzata il servizio di indagine ambientale presso la cava della Crocetta, a Sant’Eutizio, nel Comune di Soriano nel Cimino.

Verranno effettuate attività di carotaggio volte ad individuare la qualificazione dei riporti di materiale e dei terreni presenti in loco, nonché il relativo rispetto dei valori di soglia previsti dalla normativa vigente in materia di bonifica dei siti inquinati. Arpa Lazio seguirà le attività di campionamento, provvederà alle successive determinazioni analitiche ed avrà cura di indicare alla ditta incarica, in sede di cantiere, i punti e le modalità di intervento, secondo lo studio dettagliato, esposto da ultimo nel novembre scorso ad un incontro tecnico svoltosi nella sede Arpa di Viterbo.

Sono stato interessato della questione poco più di un anno e mezzo fa e in questo lasso di tempo, grazie alle tante sollecitazioni effettuate presso gli uffici competenti e alla disponibilità delle strutture tecniche interessate, sono stati raggiunti notevoli risultati. In località Crocetta, come noto, insiste un’attività di recupero svolta in una ex cava e nelle aree prospicenti il sito le popolazioni coinvolte hanno lamentato la presenza di emissioni odorigene, ascrivibili ad acido solfidrico (H2S), come evidenziato dall’Arpa Lazio.

Una serie di ordinanze comunali ha prodotto, a carico del proprietario delle aree, l’obbligo di svolgere un’indagine preliminare sulle aree. Arpa Lazio ha trasmesso inoltre una relazione redatta in seguito alla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria, dove si elencano i rifiuti che possono essere conferiti nell’impianto in forza dell’autorizzazione rilasciata: tra questi si evince che quelli con maggior impatto odorigeno risultano essere i fanghi di cartiera che, in assenza di ossigeno, liberano H2S. Con la stessa campagna di monitoraggio Arpa Lazio ha altresì affermato che tra le 18 e le 9 c’è un evidente impatto negativo sulla qualità dell’aria a causa proprio dell’acido solfidrico. Si è reso necessario, quindi, individuare e qualificare il materiale di riporto, visto anche il principio di precauzione e il principio di prevenzione ambientale: saranno effettuate ora 6 perforazioni, presumibilmente intorno ai 10-15 metri indicativi, e in base alle successive analisi e verifiche verranno adottati gli atti opportuni, suffragati da evidenze tecniche e scientifiche.

Da parte mia ringrazio tutti quelli che hanno partecipato ai vari tavoli che si sono svolti: la Regione Lazio con le sue diverse direzioni, Arpa Lazio, Provincia di Viterbo, Asl di Viterbo, Comune di Soriano nel Cimino, Corpo forestale dello Stato. Tali incontri ci hanno permesso di raggiungere questi risultati e dare le giuste risposte ai residenti, che sono stati il vero motore di tutta questa vicenda. Un ringraziamento particolare per il grande lavoro svolto va infine al dottor Eugenio Maria Monaco dell’area “Bonifica dei siti inquinati” della Regione Lazio.

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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