VITERBO – Grande partecipazione all’incontro del 28 maggio nella sede della provincia di Viterbo su “Le nuove Province e la riforma degli enti locali”, alla presenza del sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti, dei deputati Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli e del presidente della Provincia di Viterbo Mauro Mazzola. Tema del giorno la legge Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) che ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale.

 

Terrosi ringrazia il sottosegretario per la disponibilità al dialogo e lo invita a prendere in considerazione, nell’ambito del riordino finanziario delle province, una serie di difficoltà in cui versano i piccoli comuni, affinché gli sforzi compiuti non risultino vani e vengano così garantiti i servizi essenziali.

 

“La prima considerazione è che la legge 56/2014 fissava al 31 dicembre 2014 il termine ultimo per la approvazione da parte delle Regioni delle leggi di riordino delle funzioni delegate. Nel settembre 2014 Governo, Regioni, Province e Comuni hanno tuttavia siglato un accordo nel quale la data del 31 dicembre 2014 non veniva più individuata quale termine ultimo per l’approvazione delle leggi regionali bensì per la presentazione di idonei dispositivi normativi. Nel 2015 le Province si sono trovate a gestire gli stessi servizi, con un miliardo di euro in meno dovuto al taglio operato dalla Legge di stabilità 2015 che prevede ulteriori tagli per il 2016 e il 2017. La seconda questione riguarda i contratti a termine. In riferimento a questi, il Decreto Milleproroghe aveva permesso agli Enti di Area Vasta di rinnovare tali contratti. Tuttavia, oggi molti di questi Enti si trovano nella condizione di avere sforato il Patto di stabilità e di non poter assumere. In questo, il Decreto Enti locali dovrebbe intervenire, così come dovrebbe intervenire a sostegno delle amministrazioni locali per sostenere casse e pagamenti.

 

Infine, continua Terrosi, un breve accenno alle difficoltà in cui molti Comuni della Provincia di Viterbo versano a causa del taglio al fondo di solidarietà il cui ammontare dovrà essere recuperato dai Comuni stessi attraverso la imposizione della IMU sui terreni agricoli. Degli originari 58 Comuni su 60 della Provincia ricadenti in area totalmente o parzialmente svantaggiata ai sensi della circolare 9/93 – terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina − oggi 7 sono definiti totalmente montani e in essi è prevista esenzione totale, e 8 sono definiti parzialmente montani e in essi sono esentati solo gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti. Sottolineo che questa Provincia contribuisce alla previsione di introito dall’IMU agricola (di 280 milioni) per circa il 5%. Nonostante l’impegno profuso fino ad oggi non è stato possibile tornare indietro rispetto a quella decisione, né arrivare a una diversa definizione dei parametri che individuano i territori esentati in modo tale da rispecchiare la reale situazione di svantaggio naturale e socio economico in cui versano molti dei Comuni per i quali oggi è prevista l’imposizione.

 

Molti Comuni, inoltre, lamentano una previsione di introito, concretizzatasi nel taglio al fondo di solidarietà, sovrastimata”.

 

Riguardo alla questione dell’IMU sui terreni agricoli, il sottosegretario Rughetti ha detto che il Governo ha trovato le risorse sostitutive necessarie e pertanto l’IMU sui terreni agricoli dovrebbe essere abolita.

 

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