VITERBO – Continua la battaglia sull’Imu agricola, dettaglio rappresentativo del macroscopico caos che dilaga nella fiscalità immobiliare. La Camera di consiglio del Tar Lazio non ha confermato la sospensiva dell’obbligo di pagamento dell’Imu agricola e, allo stesso tempo, ha preannunciare una bocciatura nel merito del decreto di Economia, Interno e Politiche agricole qualora il Governo non lo ritocchi. La scadenza di lunedì 26 gennaio è dunque congelata. Se ne riparla il 4 febbraio p.v.

 

«La situazione – commenta Andrea De Simone (foto), direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – sta raggiungendo livelli oramai patetici: da una parte il Governo strozzato dalla necessità di incassare poche centinaia di milioni di euro; dall’altra il Tar e le pronunce sul decreto governativo. Nel mezzo, sommersi in un fitto banco di nebbia confusione, i contribuenti, ancora una volta, vittime dell’ennesima tassa».

 

Dalla riunione del Consiglio del Tar Lazio del 21 gennaio è emerso che rimane ancora valida l’altra sospensiva, disposta dallo stesso presidente del Tar Lazio in un decreto successivo, su un altro ricorso che ha messo in calendario la camera di consiglio per il 4 febbraio p.v. Ne consegue che la scadenza del 26 gennaio rimane congelata in attesa del giudizio di merito. Al caos si aggiunge caos. Al garbuglio creatosi attorno alla questione Imu dei terreni ex montani vanno a sommarsi i provvedimenti in cantiere da parte del Governo, che sembra voglia esaminare il decreto con cui si torna alla “classificazione sintetica” Istat che esclude dall’Imu i terreni in oltre 3.500 Comuni montani. L’intenzione del Governo, però, è quella di modificare le regole solo a partire dal 2015. La scadenza di lunedì prossimo, invece, riguarda l’imposta del 2014.

 

«La confusione ha ormai raggiunto livelli inauditi – prosegue De Simone – e i contribuenti brancolano, sballottati tra una sospensione e l’altra, senza neppure riuscire a capire se devono pagare l’imposta. Il Governo non può esimersi da un atto di responsabilità dovuto ai cittadini: è tempo che si dia un chiarimento ufficiale e univoco sull’Imu agricola». Ricapitolando, la questione legata all’imposta municipale unica è per il momentaneamente ferma al “congelamento” dei termini di pagamento in programma lunedì prossimo, in attesa poi che la sospensiva-bis decisa per decreto dal presidente del Tar venga discussa il 4 febbraio prossimo. In oltre sono state ribadite le critiche al criterio altimetrico, quello che impone il pagamento in base all’altitudine del Comune (esenzione totale oltre i 601 metri, esenzione riservata a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali fra 281 e 600 metri, nessuno sconto sotto. «Lo scorso dicembre abbiamo criticato duramente queste linee guida contenute nel decreto attuativo del 28 novembre 2014 – incalza De Simone – che infatti si dimostrano del tutto inadeguate. Senza un intervento correttivo da parte del Governo, le attuali regole rischiano una bocciatura nel merito da parte del Tar».

 

Come già accennato, gli impegni governativi sembrano rivolti alla presentazione di un decreto che cambi la disciplina a partire dall’anno in corso. Il problema relativo all’imposta 2014, quindi, rimarrebbe invariato. L’unica soluzione potrebbe essere la correzione retroattiva, il tutto, ovviamente, con una perdita economica per le casse statali di diversi milioni di euro. «Lo scenario che siamo costretti a guardare è il risultato della volontà di imporre una tassa sui terreni che ha davvero poco senso, dal momento che da decenni ormai la maggior parte dei terreni agricoli in collina e in montagna non vengono più coltivati. Dopo aver spolpato fino all’osso (e oltre) il mattone si è passati, senza alcuna logica, ai terreni. Il risultato? Il Governo è riuscito per l’ennesima volta ad impappinarsi per bene».

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