CIVITA CASTELLANA – Una mozione per rilanciare il distretto ceramico di Civita Castellana. Continua l’impegno di Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi (foto), deputati del Partito democratico, in favore della realtà industriale più importante della provincia. Il testo che impegna il Governo ad adottare precise iniziative in favore delle ceramiche è stato depositato ieri alla Camera.

 

Già il 7 febbraio 2014, il ministero dello Sviluppo economico – in risposta all’interrogazione presentata da Mazzoli il 19 dicembre 2013 – assicurava la propria volontà di intervenire per la riorganizzazione dell’industria della ceramica viterbese e di individuare gli obiettivi e le risorse necessarie per arrestare la tendenza negativa in cui versano le imprese del settore.

 

“Ora la mozione – spiegano Mazzoli e Terrosi – impegna l’esecutivo ad adottare iniziative per ridurre i costi di acquisto di energia anche mediante interventi di efficienza energetica sulle imprese; a provvedere allo sblocco immediato delle risorse necessarie per finanziare i contratti di solidarietà e di cassa integrazione; a intraprendere un percorso di riduzione della pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. E ancora, tra le misure da adottare c’è la messa in campo di eventuali strategie di riconversione produttiva e fusioni, anche con imprese fuori del distretto, soprattutto per accogliere nuove attività nel campo della green economy, della decostruzione e dell’economia circolare.”. Per i deputati Pd non vanno esclusi, poi, interventi nel settore della trasformazione agroalimentare, sicuro valore aggiunto per un territorio che dell’attività primaria dell’uomo fa il suo punto di forza e innovazione sociale.

 

“Chiediamo anche all’esecutivo – continuano – di valorizzare l’immagine del distretto attraverso il sostegno del marchio “Ceramics of Italy”; incentivare e facilitare l’accesso ai fondi regionali ed europei; adottare iniziative al fine di sostenere le attività delle piccole e medie imprese all’estero; promuovere l’installazione di sanitari efficienti a ridotto consumo di acqua assicurando l’incentivo del 65%; sostenere le attività di ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica d’interesse del settore mediante la collaborazione con le università e con enti di ricerca, anche per produrre ceramica di altissima qualità e Low Carbon, a basso contenuto di carbonio, al fine di mitigare gli effetti del cambiamento climatico; erogare servizi ad alto contenuto innovativo di formazione e di informazione. Fondamentale, poi, la definizione di un Accordo di Programma capace di definire precisi impegni dei diversi livelli istituzionali come dell’insieme delle aziende del distretto”.

 

Ecco un po’ di storia sul distretto delle ceramiche. Comprende otto comuni, di cui sette della provincia di Viterbo (Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi) e uno della provincia di Roma (Sant’Oreste). Produce circa il 52% della produzione di ceramica sanitaria nazionale e rappresenta circa il 2,5% del mercato mondiale.

 

Per lungo tempo l’attività del Distretto di Civita Castellana si è concentrata sulla produzione di stoviglierie e sanitari. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta il settore delle stoviglierie è entrato in crisi a causa della competizione dei Paesi emergenti, in particolar modo della Cina. Nel giro di alcuni anni è sostanzialmente scomparso con la chiusura di numerose aziende e con la perdita di circa 1.500 unità di lavoro, prevalentemente donne.

 

A partire dal 2008 è entrato in sofferenza anche il settore degli articoli sanitari, fondamentalmente a causa della crisi del settore immobiliare e del comparto edilizio a livello nazionale e internazionale. Durante questo ulteriore periodo hanno cessato la loro attività circa 30 aziende e i livelli occupazionali si sono dimezzati, passando dai 5.000 addetti del 2008 ai 2.500 attuali. Questo per una contrazione dell’export che ha registrato un calo dell’8%, e nel 2009 addirittura del 30%.

 

In questi ultimi due anni, hanno chiuso più di 10 imprese e perso il lavoro oltre 1.000 persone. Il tasso di disoccupazione femminile supera di quasi 10 punti percentuali quello maschile. Secondo i dati della Filctem-Cgil, aggiornati al dicembre 2014, sono stati licenziati o pensionati 2.022 lavoratori, dichiarati 243 esuberi, 266 lavoratori sono sottoposti a cassa integrazione ordinaria, 30 a cig straordinaria, 45 a cigs in deroga, 416 a mobilità in deroga, 257 a contratto di solidarietà. Su 74 aziende ne sono state chiuse 30 e altre rischiano di chiudere nei primi mesi del 2015.

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