REGIONE – “Il Consiglio regionale, riunito da ieri, ha approvato oggi dopo 27 ore di assise la proposta di legge numero 381 del 24 aprile “Disposizioni concernenti misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale”.

Il provvedimento si compone di quattro articoli, arricchiti durante i lavori in Commissione e in Consiglio con numerosi commi aggiuntivi. Tra le norme più importanti c’è quella contenuta all’articolo 1, che si propone l’obiettivo di fornire un sostegno finanziario da parte della Regione agli enti locali che versano nella procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, il cosiddetto predissesto. L’articolo modifica la legge regionale 12 del 13 agosto 2011, a cominciare dalla composizione della commissione incaricata di valutare le domande di concessione che da adesso sarà composta soltanto da personale regionale e rifinanzia l’apposito fondo. Sono state individuate ulteriori risorse per il finanziamento di tale fondo, in modo che lo stanziamento complessivamente previsto per il triennio 2017-2019 è pari a 3,4 milioni di euro.

L’articolo 2 introduce disposizioni per la valorizzazione del patrimonio disponibile della Regione, intervenendo nelle procedure di alienazione e di locazione di una parte residuale e molto particolare del patrimonio immobiliare regionale caratterizzata innanzitutto da scarsa o assente redditività delle locazioni che non consentono di equilibrare i cospicui investimenti necessari per mantenere gli immobili.

Gli emendamenti invece, sono intervenuti in molti campi della legislazione regionale, come per esempio l’adeguamento dei canoni agricoli sui terreni di proprietà della Regione, il rifinanziamento della legge in materia di fiere all’estero con 100 mila euro, le modifiche della legge sulle botteghe storiche e mercati storici. Tra i tanti ricordo quelli da me presentati e approvati, che sono intervenuti su alcune materie: la geotermia, il demanio lacuale, la quota di compartecipazione dei Comuni per gli investimenti in conto capitale della Regione, la disciplina delle sanzioni amministrative all’interno delle aree protette regionali e quella relativa all’esercizio venatorio.

Quello sulla geotermia (ringrazio il collega Sabatini per averlo sottoscritto e soprattutto sostenuto in Commissione) modifica la legge numero 3 dell’aprile 2016 e vieta tra l’altro l’installazione di impianti geotermici che implicano la realizzazione di pozzi in tutte le aree, individuate dalla Carta idro-geo-termica regionale, in cui si riscontra una fuoriuscita anomale di gas endogeni nocivi alla salute umana. Nelle more della relazione della Carta stessa (e comunque non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge approvata stanotte) sono sospesi i procedimenti, di competenza della Regione, per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe nonché degli atti ad essi preordinati, relativi alle risorse geotermiche ad alta, media e bassa entalpia.. In tema di demanio lacuale, invece, la Regione delega ai Comuni tutte le funzioni amministrative per il rilascio di concessioni sui porti lacuali, su spiagge, superfici e pertinenze dei laghi. I corrispettivi canoni demaniali saranno versati ai Comuni rivieraschi, dando una boccata d’ossigeno alle loro casse e soprattutto pone fine a domande che da sempre attendevano risposta. Le nuove procedure danno il via peraltro una grande semplificazione, visto che di tutti gli atti amministrativi se ne occuperanno i Comuni, dotati ora di un ulteriore strumento per favorire lo sviluppo dei loro territori.

L’emendamento sulla compartecipazione, invece, va a modificare la legge 17 del 2016 (legge di stabilità regionale 2017). La norma si applica ai comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti e introduce delle importanti novità in materia contabile, capaci di dare respiro ai loro bilanci. Con tale provvedimento, infatti, passa da 100mila a 200mila euro la soglia per la quale per le amministrazioni non c’è nessuna compartecipazione agli investimenti in conto capitale concessi dalla Regione a valere su risorse proprie. Per essi, inoltre, è previsto il 5% di compartecipazione per finanziamenti superiori a 200mila euro e inferiori a 300mila euro. Si tratta di un ampliamento molto significativo e che è più congruo alla realtà di tutte quelle amministrazioni che, sottoposte anche esse dal 2014 ai dettami del Patto di stabilità e all’applicazione del bilancio armonizzato, vedevano sfumare la possibilità di vedersi finanziato un progetto approvato perché non avevano la possibilità di mettere la propria quota. Da sottolineare che il tema, che guarda alle esigenze più volte manifestate dai piccoli comuni, è molto caro alla giunta Zingaretti che lo aveva già inserito nella legge di stabilità 2017. Ora, con questo emendamento, ampliamo in maniera significativa l’ambito di applicabilità.

È stata poi approvata una modifica alla legge numero 29 del 1997 (sulle aree naturali protette) che riduce il minimo edittale delle sanzioni amministrative da 259 euro a 50 euro (il massimo rimane 2.590 euro). Atteso che la sanzione a seconda se sia favorevole a chi l’ha commessa è un terzo del massimo o il doppio del minimo, la ratio di questo emendamento è quella di rendere più applicabile la normativa, in funzione dell’infrazione commessa, che può essere di diversa gravità. Saranno poi gli enti gestori delle aree protette a fissare con regolamento interno i diversi scaglioni. Da ultimo un emendamento va a modificare la legge numero 17 del 1995 (norme sull’esercizio venatorio) che, adeguandola alla legge Delrio, cancella ogni riferimento normativo alle Province e soprattutto porta da 200 a 300 gli ettari per i terreni che possono essere utilizzati per le Zac (Zone allevamento cani).

Per quanto riguarda più nello specifico la Tuscia, invece, insieme al collega Sabatini abbiamo presentato un ordine del giorno al Consiglio in merito al nubifragio che colpì numerosi comuni del Viterbese tra l’11 e il 13 novembre del 2012, materia sulla quale sto lavorando da tempo. Di fronte ad una richiesta di risarcimento per danni di circa 40 milioni di euro il Governo ne stanziò 10 e nel luglio del 2014, con un decreto del Presidente Zingaretti, si davano ai privati 60 giorni di tempo per presentare la richiesta di risarcimento ai Comuni e a questi enti ulteriori 30 giorni per inoltrare la documentazione in Provincia, ente subdelegato dal Presidente Zingaretti al pagamento. Per cause di forza maggiore e per la particolare laboriosità dell’istanza non fu possibile per molti cittadini rispettare il termine del decreto: l’ordine del giorno chiede di stabilire un nuovo termine al 31 dicembre 2017 per la presentazione delle domande pervenute ai Comuni dagli aventi diritto.

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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