L’Usb scende in piazza lunedi 5 novembre contro il decreto Salvini che, invece di garantire la fantomatica sicurezza, facilita discriminazione e lavoro nero

«Il decreto Salvini, denominato Sicurezza e immigrazione, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre scorso – dichiara Ada Tomasello della Federazione del Sociale Usb Viterbo – contiene già nel suo stesso nome il pregiudizio, associando il tema della sicurezza a quello dei migranti.

Da più parti si sono sollevate giuste critiche al decreto che, a dispetto della tanto decantata sicurezza, renderà tutti noi e le nostre città tutt’altro che sicuri. A partire dall’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, il decreto prevede  la “detenzione” forzata nei CPR (Centri di Permanenza e Rimpatrio) ex CIE  per un periodo massimo di 180 giorni, il doppio di quanto era previsto precedentemente dal Decreto Minniti.

Il decreto Salvini peggiora ulteriormente quanto già previsto dal suo predecessore.

L’articolo 13, infatti, prevede, tra le tante restrizioni, il divieto ai richiedenti asilo di  poter accedere all’iscrizione all’anagrafe, sarà pertanto impossibile ottenere la residenza. I migranti vengono così posti dallo stesso Stato in una situazione di irregolarità, senza residenza, infatti, non hanno possibilità di trovare un’occupazione regolare. Questi saranno così sottoposti a lavoro nero o caporalato alle dipendenze di datori italiani che utilizzano proprio la legge per sottrarre diritti e sicurezza sui posti di lavoro.

Un ulteriore aggravio sulla vita di queste persone che hanno attraversato il Mediterraneo, scappando da guerre e povertà.

Tra le tante critiche e timori di associazioni umanitarie e giuridiche in difesa dei diritti delle persone, il 25 ottobre è stata inviata una lettera ai Gruppi Parlamentari di Camera e Senato da alcune di queste associazioni, tra cui Emergency, Medici contro la tortura, Medici Senza Frontiere, lettera che esprime tutta la preoccupazione per le ricadute in  termini di problemi sociali e di salute che il decreto Salvini inevitabilmente provocherà.

L’Usb denuncia da sempre la pericolosità di politiche fondate su qualsiasi tipo di discriminazione che sia di origine etnica, di genere o di censo.

Lunedì approda al Senato la discussione sul decreto Sicurezza,
il sindacato esorta tutti alla mobilitazione.

Lunedi 5 luglio, ore 12:00, piazzetta Vidoni (accanto a palazzo Madama)».

 

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