Il leghista Augusto Bracoloni comunica la sua versione sulla caduta dell’ex Sindaco Massimo Paolini e della Maggioranza comunale rispondendo alle nostre domande.

Sig. Bracoloni, nonostante la conseguente perdita del posto nel Consiglio Provinciale, lei ha votato il documento di sfiducia all’ex Sindaco Massimo Paolini ed alla sua Maggioranza…
Certamente e ne sono fiero. Non si poteva più andare avanti tenendo in piedi un’Amministrazione che ha fatto morire la città e condizionato il suo sviluppo con una lunga serie di scelte sbagliate. Ritengo che questa scelta sia stata un’operazione di grande spessore politico nel quale anche i giovani consiglieri hanno preso piena coscienza del proprio ruolo ed hanno avuto la forza ed il coraggio di mostrare il proprio dissenso. Questa operazione restituisce alla città di Montefiascone il suo giusto scenario politico, la giusta dimensione e comprensibilità che sono state pregiudicate da un Sindaco poco concludente con un gruppo ristretto di amministratori che poco hanno badato alle esigenze dei cittadini.

Come valuta il fatto che tra i 9 firmatari della sfiducia figuravano anche diversi consiglieri della lista del Melogrando quindi della Maggioranza che da esso era scaturita?
Su questo punto è impostata tutta la questione. L’ex sindaco Paolini, non ammettendo l’inconsistenza della sua presenza, non avendo saputo formare una squadra amalgamata, non riconoscendo la sua inerzia senza percepire la realtà che da tempo lo riguardava direttamente, dimentica, anche nelle sue esternazioni di questi giorni, che nell’arco dei quattro anni ha perduto continuamente pezzi: ha perduto il presidente del Consiglio comunale Luciano Femminella, ed in sua vece anziché valorizzare un elemento delle sua Maggioranza è andato a cercare il supporto tra chi lo aveva contrastato nella persona di Luca Bellacanzone, quale capo lista di quella trasversale messa in piedi proprio per non far vincere il Melograno; ha perduto il consigliere Dott. Fabri, sembra, per mancato rispetto degli accordi preelettorali; ha perduto l’assessora Roscani per la poca trasparenza amministrativa; ha perduto il consigliere Merlo per il continuo ostruzionismo messo in atto nei suoi confronti, poiché, con il suo serio impegno, faceva ombra; ha perduto, nella primavera scorsa, l’altra assessora Chiatti, perché, come è a tutti noto, lavorava positivamente e non si allineava ai dettami, non troppo chiari, dei responsabili della Maggioranza; ultimamente ha perduto il consigliere Capocecera.

Vi sono altri motivi sia politici che amministrativi che potrebbero interessare meglio i cittadini?
Su questo punto non ci sono grandi riflessioni da fare, basta ricordare che l’ex Sindaco e la sua Amministrazione, nulla hanno fatto di quanto era stato scritto nel programma preelettorale. E adesso dice che la sfiducia ha provocato un gravissimo danno ai cittadini di Montefiascone. In quattro anni di Amministrazione si è vista tanta inerzia e poi intende far credere che, in questo residuo di legislatura, avrebbe potuto fare tante cose raccogliendo i frutti dell’impegno, in realtà poco che nulla, di tutto il precedente periodo.
Questo periodo dell’ex Sindaco Paolini passerà alla storia per essere stato il tempo delle intenzioni; far sviluppare la città non si fonda sul: faremo, stiamo per fare, abbiamo programmato, abbiamo intenzione di attivare, verrà fatto.

In concreto ci troviamo con una città al collasso, con una rete commerciale tipica praticamente scomparsa, nessuna opera è stata fatta se non il compimento di alcune iniziate dalla precedente Amministrazione; i servizi sono in paradossale ritardo, persino i servizi sociali sono inadeguati e vengono erogati con ritardi di anni.
Basta domandarsi come sia possibile dare fiducia ad un Sindaco che non riesce a cogliere la situazione della negativa realtà che lo circonda. Come può comprendere e risolvere i gravissimi problemi che affrontano i cittadini, le imprese, i giovani, gli anziani, le famiglie, i lavoratori, senza avervi mai posto la dovuta attenzione!

Quindi la logica deduzione è che Paolini era un Sindaco a cui mancava la percezione della realtà, quindi non poteva proseguire nella gestione del nostro comune. Concludendo consiglio all’ex Sindaco di fare una buona autocritica prima di accusare gli altri.

Ma l’aspetto strettamente politico della sfiducia?
L’ex Sindaco Paolini non ricorda che già nel penultimo Consiglio comunale del 3 agosto, lui, i suoi consiglieri e tutta la sua Maggioranza, sono dovuti uscire dall’aula altrimenti avrebbero dovuto subire le decisioni dell’opposizione per essere diventati, all’improvviso, Minoranza durante la stessa assise, abbandonati da un loro consigliere.
Vanno ribadite le varie perdite e le scissioni avvenute in quella Maggioranza della quale, l’ex Sindaco, ne decantava, in continuazione, la compattezza e la voglia di fare ed andare avanti per il bene dei cittadini, ma ora possiamo dubitare, se lo faceva per convinzione o per allontanare lo spettro di un tracollo che prima o poi sarebbe arrivato, come è accaduto.

Brigliozzi Pietro