ACQUAPENDENTE – I consiglieri della lista civica di minoranza Aldo Bedini e Alessandro Brenci affrontano dettagliatamente le problematiche dell’atto aziendale viterbese. Inviando al Consigliere regionale Sabatini, alla Ausl di Viterbo ed al Sindaco di Bolsena Equitani un pro-memoria ricco di domande e considerazioni.

 

“Ci domandiamo”, sottolineano, “perché l’Ausl di Viterbo è ancora retta da un Commissario straordinario quando esiste un elenco di idonei Direttori generali formulato a seguito di selezione nazionale. E perché il Presidente Regionale Zingaretti alla domanda se Macchitella doveva cessare al compimento del limite di età prescritto dalla Legge (oramai prossimo) per i Direttori regionali ha risposto che lo stesso non è Direttore generale ma Commissario (secondo noi una vera e propria porcheria). L’atto aziendale a suo tempo predisposto non è stato approvato dalla Regione, che risulta avere formulato una serie di osservazioni, anche sulla base delle numerosissime critiche espresse da una parte dei Sindaci (esclusi quelli di sinistra) dalle Organizzazioni Sindacali e dalla conferenza locale per la sanità. Il Commissario stesso con Delibera N° 221 del 26 Febbraio 2015 ha nuovamente elaborato altro atto aziendale, senza procedere ad alcuna obbligatoria consultazione e citando quelle effettuate in occasione del precedente atto. Quanto sopra, dopo aver espresso nella Delibera la seguente precisazione “Preso atto della nota della Regione Lazio-Direzione Regionale salute ed integrazione socio sanitaria Protocollo N° 100457 del 24 Febbraio 2015 che ritiene approvabile l’atto di autonomia aziendale presentato dalla Ausl di Viterbo”.

 

Ci domandiamo cosa conteneva in concreto detta nota regionale in base alla quale l’atto aziendale è stato riadattato e se sono state apportate modifiche come le sono state apportate, perché non sono state nuovamente sottoposte alle Organizzazioni Sindacali, al Comitato di rappresentanza ed alla Conferenza locale per la sanità oltre al Consiglio dei sanitari ed al collegio di direzione. Il nuovo atto alla pagina “Snodi, Organizzativi” conclude che le UOC sono state portate a N° 60. Sarebbe interessante una attenta verifica al riguardo in quanto ad un esame effettuato risulterebbero 68.
Ne risultano cancellate 26: 4 all’Ospedale di Montefiascone, 5 all’Ospedale di Tarquinia (non si capisce bene se la Uoc Chirurgia generale è stata soppressa), 4 all’Ospedale di Civitacastellana, 5 all’Ospedale di Acquapendente, 4 a Belcolle, 4 nel territorio per un totale di N° 26. I distretti sono stati ridotti a tre, seguendo una logica territoriale quanto meno astrusa, atteso che sotto lo stesso Distretto sono inseriti i Comuni di Acquapendente e Monteromano, che non si capisce cosa abbiano in comune. E con il risultato che prima esistevano cinque UOC ed ora invece 9 (tre per distretto). A Belcolle, però sono state istituite diverse UOC, non indispensabili ma tutte mirate a soddisfare le esigenze di ben noti esponenti politici, guarda a caso tutti del Pd. Gli Ospedali periferici sono oramai strutture insignificanti atteso che: 1) I relativi laboratori di analisi sono tutti quasi semplici punti prelievo; 2) Le relative radiologie con la istituzione della tele radiologia sono scomparse; 3) Esistono solo alcune strutture complesse più che altro nominative, che nel breve tempo scompariranno anche esse. Gli assistiti, così, dovrebbero andare a Viterbo (ove le criticità sono enormi) oppure andare sempre di più a Siena, Terni, Orvieto, Roma, subendo sacrifici e spese insopportabili. Il Commissario, eppure, ha approvato un bilancio per l’esercizio 2015 che presenta un disavanzo di ben 89 milioni di euro, nonostante i tagli e le mancate sostituzioni di personale cessato dal servizio. Da ultimo alcune brevi considerazioni su Acquapendente che, per disposizione ministeriale e regionale, è stato riconosciuto come Ospedale di area disagiata, con una dotazioni di 40 posti letto (non 30 come scritto da Macchitella) e con una serie di servizi ben specificati.

 

Ebbene, nell’atto aziendale che cosa dovrebbe essere il presidio di Acquapendente non è facile comprendere, atteso che è stato scritto soltanto quanto segue: 1) Il Presidio di Acquapendente è considerato Ospedale di zona disagiata; 2) Sarà dotato di un coordinatore clinico afferente al dipartimento clinico ed un responsabile dei processi organizzativi che farà riferimento alla UOC Governo dell’offerta competente territorialmente. Nulla più salvo che è ancora prevista la attivazione di una Casa della Salute che riesce difficile comprendere come potrà e dovrà funzionare all’interno di un Ospedale di zona disagiata. Per altre informazioni rivolgersi al Sindaco di Acquapendente.

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