«Passano gli anni e l’erba cresce nascondendo la struttura del Centro Maratonda, come se la speranza dell’amministrazione fosse quella che il verde selvaggio riesca a nascondere un degrado e un disagio ancor più serio.
Tutto succede – scrive Quinto Mazzoni, Segretario del Circolo PD di Montalto di Castro e Pescia Romana – mentre il cotto del marciapiede che circonda l’edificio, ormai, è divenuto vetusto e la rete di recinzione crolla, lasciando l’accesso alla struttura libero a tutti , con un grave rischio per l’incolumità pubblica. È così che un altro nostro fiore all’occhiello va in malora, mentre si addossano colpe alle vecchie amministrazioni, allo scopo di nascondere l’incapacità e l’incompetenza di chi ci amministra,  che, come oramai è abitudine, resta  inerme e indifferente, o, al massimo, si avventura in qualche promessa e qualche slogan per prendere tempo e gettare un po’ di fumo negli occhi ai cittadini e a chi dovrebbe usufruire del centro.
Insomma, l’edificio che ospitava i ragazzi diversamente abili ancora non ha riaperto i battenti e resta lì, a deteriorarsi nel tempo, fino a quando non sarà più recuperabile.
Oggi, come allora, riteniamo che si stiano prendendo in giro le famiglie ed i ragazzi diversamente abili per le promesse fatte e non mantenute, ultima tra esse quella dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Corona, che il 29 Dicembre 2018 in un comunicato affermava: “Voglio rassicurare le famiglie del centro e i ragazzi che finalmente l’edificio tra qualche mese verrà riconsegnato sano e anche migliorato alla collettività, secondo quanto previsto dalla legge, a differenza di quanto avvenne in passato” .
NULLA È STATO FATTO.
Ci sono attrezzature nuove ed utilissime che si lasciano invecchiare all’interno, senza che qualcuno ne possa usufruire, quali sedie a rotelle classiche e sedie  elettricche per disabili, stanze per degenza interamente arredate, completamente nuove, uffici, sale di aggregazione, una  cucina che farebbe gola anche al miglior ristorante di Roma, tutto nuovo e inutilizzato. Vogliamo forse mandare a male anche tutti gli arredi e le attrezzature? Stiamo parlando di centinaia di migliaia di euro.
Le immagini che proponiamo descrivono perfettamente la situazione. Vi sembra l’amministrazione del fare?
Parole, parole, parole ed ancora parole a cui mai sembrano seguire i fatti concreti ed intanto tutte le nostre certezze di cittadini crollano una ad una di fronte ad un degrado incombente che lentamente distrugge tutte le nostre ricchezze immobiliari e culturali».