Ieri «la sezione regionale di controllo della corte dei conti del Lazio, presieduta da Roberto Benedetti, ha parificato il rendiconto generale della regione Lazio per l’esercizio finanziario 2018. Insieme alla parifica, i consiglieri della sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti hanno fornito una nutrita relazione, e inviterei i numerosi consiglieri regionali di maggioranza, che continuano a prestarsi a firmare i copiosi comunicati che il nutrito ufficio stampa della regione sta sfornando, a leggerla. Particolare attenzione destano le osservazioni della consigliera Oriella Martorana:“Gli equilibri complessivi (contabili,finanziari, economici) dei conti della Regione Lazio paiono garantiti solo per via del mantenimento della pressione fiscale imposta dalla permanenza della Regione nel Piano di rientro dal deficit sanitario e dalla restituzione trentennale delle anticipazioni di liquidita’ riscosse per estinguere le passivita’ pregresse”. Di fatto, Il Lazio sta per uscire dal commissariamento della sanita’ e il quadro per il futuro che delineano i giudici contabili non sembra entusiasmante, perche’ gran parte delle entrate tributarie regionali avrebbero gia’ destinazioni vincolate ( anticipazione di cassa di 10 mld di euro, fatta con il decreto 35 del governo di Enrico Letta) , lasciando pochissimi spazi per investimenti e riduzione delle tasse. Cosi come le affermazioni della consigliera Carla Serbassi: “A fronte di tale riduzione, risulta tuttavia ancora elevato il debito della Regione riferito alla sanita’, che deve aggiungersi a quello proprio del comparto sanitario e che ammonta, al 31 dicembre 2018, a 9,52 miliardi, con una riduzione di circa 256 milioni rispetto all’anno 2016.  Emerge anche la presenza di un consistente debito potenziale dovuto a un rilevante ammontare di contenzioso con i creditori delle aziende sanitarie che se pur fronteggiato, secondo quanto espresso dalla Regione, da un congruo fondo rischi, necessita di appropriati monitoraggi e controlli”. Si aggiunge, poi, il procuratore regionale Andrea Lupi che, nella sua requisitoria, parlando dei contenziosi ha sottolineato “e’ evidente che tale criticita’ rileva quantomeno uno scollamento, una mancanza di comunicazione tra gli uffici (non soltanto regionali) che hanno la responsabilita’ del debito e l’avvocatura che ha il compito di gestire il contenzioso regionale”. Sempre il procuratore Lupi ha sottolineato le criticità non solo alla gestione del contenzioso, ma anche “alla esternalizzazione degli incarichi legali, nonche’ alla gestione del patrimonio e al pagamento di canoni per locazioni passivi e, non raramente, al pagamento di interessi e spese di giustizia a seguito dell’attivazione di contenziosi da parte dei creditori”. Contestualmente, lo stesso procuratore ha affermato che “mantenere le aliquote irpef e irap al livello attuale comporterebbe che il gettito dovrebbe essere destinato una parte rilevante al ripiano dei disavanzi. Il rischio è quello di accentuare le rigidità del bilancio”.

Per poi concludere con una ulteriore stoccata sulla cronica criticità di Lazio Ambiente (società partecipata della regione Lazio): “In merito all’operazione di ricapitalizzazione della ‘Lazio Ambiente S.p.a.’, società in perdita strutturale, risulta necessario che la Regione svolga una costante azione di controllo sugli atti di gestione della partecipata, sia da un lato a protezione del capitale conferito, sia per accertare la sussistenza di effettive condizioni di un recupero di efficienza e produttività, valutando la possibilità di adozione di un nuovo piano industriale”.

Dopo aver letto attentamente la relazione, penso che l’amministrazione e i consiglieri regionali avranno ben poco da festeggiare.  Anzi, forse, come più volte ribadito, è chiara e lampante una cronica mancanza di programmazione e pianificazione,  accentuata oggi ancor di più dalla assenza del presidente della giunta, oramai sostituito, di fatto, dal segretario nazionale del pd».

Lo dichiara il Capogruppo di forza Italia della regione Lazio Antonello Aurigemma.

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