È noto come nel canto XII dell’Odissea, poema omerico famosissimo insieme all’Iliade, Ulisse, personaggio noto per la sua astuzia ed il suo spirito d’avventura, istruito dalla maga Circe sul pericolo rappresentato dalle Sirene, mitologiche e crudeli donne-pesce, le evitò facendosi legare all’albero della sua nave e tappando con cera le orecchie dei suoi compagni, per impedire loro di ascoltarne il canto ammaliatore ed omicida.
Di recente alcune “Sirene” hanno cantato sui quotidiani e sui media sull’impellenza di spingere il PD ed il suo nuovo Segretario, sul tema dello ius soli, vale a dire il sacrosanto diritto di chi è nato sul territorio italiano, a vedersi riconoscere da una legge la nostra cittadinanza.
Ma è veramente questa una priorità? Una campagna politica che può spostare equilibri, assetti, elettorato?
Sommessamente penso di no, anzi mi parrebbe un clamoroso errore.
Intanto nelle vesti di Sirene ci sono i renziani doc e tra questi un certo Graziano del Rio, che oltre a non aver fatto tale legge quando era al governo, è noto per lo sciaguratissimo provvedimento n°56/14, che porta il suo nome, con cui si massacrano i Comuni e soprattutto le Province e si istituiscono una dozzina di Città Metropolitane subito entrate in coma etilico, perché solo in stato di ubriachezza se ne poteva ipotizzare tale costituzione.
Poi c’è stato Veltroni, oggi impegnato nei “B movies”, l’ infelice fondatore del PD, prestissimo dimissionario dalla sua guida per motivi ancora misteriosi.
Indico, sempre sommessamente da fautore dell’”altrismo”, che quel che c’è da fare sia altro e di ben altro spessore: politique d’abord, cioè prima la politica, e quindi ricondurre la rappresentanza ai valori costituzionali: “ Tu mi rappresenti perché io, iscritto, militante, partecipante alla vita di una organizzazione, mi sono guadagnato il diritto di delegarti; io, non il passante delle primarie, il popolo delle primarie (una delle origini del populismo?).
Quindi profondo cambiamento della forma partito, della comunicazione e soprattutto della sovranità degli iscritti, per porre un freno alla crisi della democrazia e dei partiti.
Poi c’è la crisi economica, quella delle persone in carne ed ossa, i nuovi poveri, i ceti regredenti, i giovani; noi siamo i soliti superficiali ed ancora non ho letto o visto un’analisi della crisi che ci ha devastato dal 2007 al 2014.
Negli USA, più attrezzati di noi, hanno calcolato che la crisi dei subprime, in due parole le speculazioni finanziarie sulle abitazioni, hanno lasciato 30 milioni di persone senza la casa acquistata con mutuo, 80 milioni di sfrattati per insolvenza, 21 milioni di nuovi poveri, 105 milioni di indigenti provenienti dal ceto medio.
Poi vince TRUMP! Ma qualsiasi che avesse fatto l’analisi corretta della situazione avrebbe vinto! Certo non Hillary Clinton impegnata nei salotti bostoniani o nuiorchesi.
Ultima questione, forse la più importante: Zing oltre alla TAV dovrebbe occuparsi di legge elettorale; la vigente, il Rosatellum, è vergognosa; fù fatta per non far vincere nessuno ed in funzione di un patto scellerato Berlusconi-Renzi; altro che Sirene, qui ci vogliono gli attributi.

Francesco Chiucchiurlotto

Commenta con il tuo account Facebook