Di cosa è fatto l’ -Homo italicus contemporaneus (Hic)- ? che pensa, che sente, che esprime l’Hic? quali sono gli umori, le passioni, i referenti dell’Hic?

La risposta è tremendamente deprimente e sconfortante, se la cogliamo con quel che accade oggi, e si fa fatica a prenderne atto, con il Corona Virus; che è un paradigma riassuntivo di essa: da una parte una esagerata esposizione mediatica, perché decine di aperture di TG e di prime pagine non possono non condizionare l’opinione pubblica inducendo elementi di panico e di psicosi; dall’altra l’ipocrita critica ad atteggiamenti discriminatori ed esageratamente prudenziali, sino a forme di velato razzismo.

Ristoranti cinesi deserti, come i bazar multigeneri; famiglie cinesi, o meglio ormai da anni, italiane, costrette ad auto infliggersi quarantene immotivate; scatenamento nei social dei peggiori istinti reattivi a paure infondate; Governatori che soffiano sul fuoco epidemico; mascherine inutili, ma esibite ovunque, almeno nelle città.

Dov’è finito l’Hic tollerante e comprensivo, che salvo eccezioni settentrionaliste, in fondo riusciva a convivere decentemente con i “terroni” nostrani?
Non c’è dubbio che è in atto una metamorfosi, non solo italiana ma europea e globale, che è iniziata da tempo, diciamo dalla caduta del muro di Berlino e dalla ricerca di un nuovo equilibrio internazionale e che ora si sta colorando di giallo; poi avuto un’accelerazione con l’ultima crisi economica, che ha creato quel popolo dei dimenticati, esclusi, perdenti, sfigati che si sono mossi, agitati, arrabbiati.

Un popolo che ha ricevuto dall’esterno una nuova identità aggregativa; che ha accettato d’istinto, una leadership improntata al populismo ed al sovranismo, non poteva non subire una metamorfosi, profonda ed allo stesso tempo fungibile.

La ricerca di una alternativa è stata concreta e sincera: si è portato al 30/40 % di volta in volta i 5 Stelle, Renzi, Salvini; forse tra un po’ toccherà alla Meloni.

Chiunque rappresentasse un’alternativa al famoso establishment, alle elites dominanti, andava bene; ma tutti coloro che hanno lisciato il pelo a questo “popolo, lo hanno fatto puntando sui sentimenti più bassi, sulle semplificazioni più becere, sull’accondiscendenza più immotivata; hanno puntato alla pancia, alla viscere, non alla ragione, al cervello.
Ho spesso definito e descritto il populismo sulle basi costitutive della sceneggiata napoletana: isso (il maschio che incarna il popolo), issa (la femmina oggetto del desiderio), ‘o malamente ( chi si oppone al loro connubio).

Ma ‘o malamente non può essere solo la classe dominante, le elites, lo status quo; ci vogliono bersagli più facili, più deboli, più a portata di mano: gli immigrati vanno benissimo, non sono più i polacchi lavavetri agli angoli dei semafori, bianchi e cattolici; sono neri, sporchi e cattivi, spacciatori e stupratori per definizione e che poi danno una mano in questa generalizzazione, è constatabile spesso.

Poi c’è il classico, perfetto, onnipresente bersaglio: l’ebreo, l’antisemitismo, l’antisionismo; saltano i parametri costituzionali, ma anche quelli religiosi, la Chiesa esce in questa fase a pezzi: da una parte l’ostentazione di coroncine e presepi; dall’altra la sconfessione della carità cristiana, della tolleranza religiosa, del magistero di Papa Francesco.

Una bella metamorfosi quindi, in termini culturali, relazionali ed emozionali del nostro Hic; è come Gregor Samsa di Kaftiana memoria, che un bel mattino si sveglia scarafaggio.
Ma non ne vedete il brulichio intorno a noi? Brrrrr…

 

Francesco Chiucchiurlotto