Stamani sono andato in Comune, poi ho scoperto che si può fare anche on line con lo SPID o la CI elettronica, per firmare i 6 referendum abrogativi delle storture che si sono accumulate negli anni sul terzo potere che regge e sostanzia la nostra democrazia costituzionale, quello giudiziario.

Sono convinto che la nostra democrazia non goda buona salute e siccome è un sistema difettoso e fragile, ma continua ad essere il migliore che si conosca da Pericle, IV sec.a.C., in qua, credo che lo strumento referendario, che è sembrato in disuso forse anche per un suo uso eccessivo e cumulativo, sia oggi strumento di conforto e di speranza.

Vale la pena approfondire i 6 referendum abrogativi sulla nostra giustizia.

Viene abrogato con il SI’ l’obbligo per un magistrato che voglia essere eletto nel CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura. L’attuale obbligo impone a coloro che si vogliano candidare di ottenere il beneplacito delle correnti o, il più delle volte, di essere ad esse iscritti. Con il sì, si tornerebbe alla legge originale del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del CSM presentando semplicemente la propria candidatura; e uno.

La Costituzione (art. 28) vuole che ogni singolo funzionario, compresi i giudici, siano direttamente responsabili per i danni causati nell’esercizio delle proprie funzioni. Oggi però i magistrati, a differenza di tutti gli altri funzionari, non possono essere chiamati a rispondere direttamente. Il cittadino può rivolgersi solo allo Stato. Questo meccanismo è un ingiustificato favoritismo verso alcuni funzionari rispetto agli altri ed ai comuni cittadini. Favorisce il privilegio e annacqua la responsabilità del magistrato; e due.

Col sì viene riconosciuto, con il terzo referendum sulla valutazione dei magistrati, anche ai membri “laici”, cioè avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Con la divisione delle carriere in magistratura, viene interrotta la contiguità tra il pubblico ministero e il giudice per affermare l’idea che l’attività della parte che accusa (PM) debba restare distinta da quella di chi giudica, eliminando quello spirito corporativo tra le due figure che compromette un sano e fisiologico antagonismo tra accusa e difesa, come si fa ovunque

Circa mille persone all’anno vengono incarcerate per poi risultare innocenti. Dal 1992 al 31 dicembre 2020 si sono registrati 29.452 casi. L’Italia è il quinto paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare: il 31%, un detenuto ogni tre. La carcerazione preventiva distrugge la vita delle persone colpite: non arreca solo un grave danno di immagine, sottoponendole a una esperienza scioccante, ma ha gravi conseguenze sulla sfera professionale ; con il SI’ resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato”. Questa è la motivazione che viene utilizzata più di frequente per disporre la custodia cautelare; e cinque.

Il sesto prevede ’abrogazione della legge Severino che nella stragrande maggioranza dei casi in cui la legge è stata applicata contro Sindaci e amministratori locali, il pubblico ufficiale è stato sospeso, costretto alle dimissioni, o comunque danneggiato, e poi è stato assolto perché risultato innocente; con il sì viene abrogato il decreto e se ne cancella così l’automatismo restituendo ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici.

Approfittiamo di una grande occasione di pratica democratica e civile, please!

Francesco Chiucchiurlotto