Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – CONSIP, cioè Concessionaria Servizi Informativi Pubblici è la centrale acquisti della PA, con azionista unico il Ministero dell’ Economia, nasce per la razionalizzazione degli acquisti ed è’ il fiore all’occhiello della cosiddetta spending revew: in alcune situazioni ha dato risultati eccezionali di risparmio ed appunto razionalizzazione.

Il principio della centralizzazione, della verticalizzazione, dell’accentramento nelle mani di pochi decisori, è ovviamente un modo di semplificare e di facilitare una razionale gestione: con CONSIP degli acquisti, con l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione, degli appalti, con l’AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas) dell’energia e così via elencando.

Ma in un Paese che conta soltanto 156 anni di esperienza di Stato unitario e che nell’ultimo ventennio è stato percorso da forti spinte separatiste, nonché da attitudini pertinaci e diffuse di malaffare, cui va aggiunta l’enorme fetta di economia criminale sommersa e non, probabilmente questo principio non funziona.

Non solo, di qui il teorema, la centralizzazione provoca guasti rilevanti all’intero sistema socioeconomico, e concentra la corruzione a pochi ma molto consistenti casi.

Cioè la verticalizzazione e l’accentramento dei sistemi di decisione impediscono l’accesso al mercato alle piccole e medie aziende, che tra l’altro sono, per quanto anomalia europea, la spina dorsale del nostro sistema produttivo e producono condizioni di monopolio che nel medio periodo determinano un aumento dei costi per i cittadini, impedendo di fatto l’esplicarsi di libera concorrenza; la corruzione va in poche e potentissime mani.

Ci sono esempi evidenti poi, di come il potere, di qualsiasi colore, in questi anni abbia privilegiato il centralismo come opaco (si fa per dire) sistema di gestione del denaro pubblico, e come “servizio” ai potentati economici nazionali ed esteri.

Il meccanismo delle leggi obiettivo per svincolare le grandi opere pubbliche, ha prodotto una verticalizzazione delle procedure ma anche scandali a ripetizione; così il sistema di appalti semplificati in capo alla protezione civile di Bertolaso e Berlusconi.

Ma è al governo Letta del 2000 che dobbiamo una legge che non affida più alla piccola e media impresa dell’energia, la distribuzione di gas metano nei Comuni; la creazione di solo 177 ambiti e relative stazioni appaltanti, ha impedito la libera concorrenza riservando ad una decina di grandi aziende del gas le gare, non essendo in grado le PMI di avere provviste finanziarie per parteciparvi.

In questo caso la centralizzazione ha prodotto un disastro: non ha semplificato ma complicato le procedure, tanto che dopo 16 anni si sono svolte 7 gare; ha lasciato i Comuni con convenzioni sfavorevoli vecchie di 30 anni; ha concentrato nelle mani di pochi players un affare di circa 3,5 miliardi, con il sospetto che si spartiscano le zone lucrando sulle alte tariffe, a danno dei cittadini-consumatori.

Dice Cantone:”Con certi meccanismi tesi a concentrare l’offerta c’è il rischio che il mercato sia meno libero”; ma non solo, il teorema ci dice che si rischia di meno rubando molto e poche volte o addirittura favorendo le lobbyes con leggi ad hoc, che ad essere maliziosi. trovano poi il modo di sdebitarsi; non ci vuole Pitagora per capirlo.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 71)

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