Medici

«Gentile Presidente del Lazio Nicola Zingaretti, in primo luogo a lei un augurio sincero di affrontare e risolvere nel migliore dei modi il contagio da Coronavirus.Evito ogni commento che non sia quello della umana solidarietà e dell’invito ad avere piena fiducia nei Colleghi medici cui si è affidato.

Siamo una categoria, noi medici, aggredita, derisa, spesso umiliata ma siamo anche molto preparati professionalmente ed abbiamo doti di umanità inimmaginabili.

Le prossime ore vedranno sicuramente battute e meme sui telefonini e lei potrà essere deriso e magari potrà esserci anche chi, folle, le potrà augurare qualcosa di poco piacevole nel decorso della sua malattia. Le riconfermo anche ora, pubblicamente, che nessuna persona dotata di buon senso, e meno che mai un medico, dovrebbe permettersi di gioire sulla perdita dello stato di salute di una persona.

Però lei è il presidente della Giunta Regionale del Lazio, è un politico di professione e credo debba porsi qualche domanda nel rileggere alcune sue affermazioni.

3 febbraio 2020 Coronavirus, Zingaretti vede ambasciatore Cina: “isteria infondata”.

3 marzo 2020, Zingaretti, uscendo dalla sede del PD al Nazareno “Salutiamoci senza stretta di mano o abbracci, non c’è niente di male”. Tra le due date tante dichiarazioni, non sue ma di suoi colleghi della politica, davvero spropositate.

Non pensa che di fronte alla malattia e allo stato di salute dei cittadini la politica abbia il diritto-dovere di confrontarsi e poi decidere evitando il clima da guelfi e ghibellini?

E non pensa che la politica con la P maiuscola debba avere la capacità di sapersi fermare di fronte alla malattia, di affidarsi a tecnici veri, evitando dunque il rischio di comportarsi come tifosi delle opposte fazioni neanche fossimo al derby Roma-Lazio?

La cura alla persona in Italia è garantita dalla Costituzione, il cittadino italiano ha il diritto di scegliere il luogo ove ricevere le cure. Quindi lo Stato e le Regioni hanno l’obbligo di garantire tale diritto.

Parimenti anche gli altri cittadini affetti da patologie non acute hanno diritto di essere curate nei luoghi di cura scelti e in tempi adeguati. Notoriamente la Regione Lazio è al di sotto dello standard di posti letto per acuti ed allora perché non riaprire a Roma il Forlanini mettendolo a disposizione anche di altre regioni del centro del Paese in forte carenza di letti e personale come Umbria, Marche ed Abruzzo, già in difficoltà con la situazione attuale? Il corona virus non sparisce per magia.

Domani dovremo prepararci al peggio e ad affrontare antiche malattie quali la tubercolosi che sono drammaticamente ricomparse…E vai a capire il perché! Magari molti lo hanno già capito ma qui si riaprirebbe la polemica politica. Non lo stiamo facendo, stiamo affrontando l’infarto con la il paracetamolo che usiamo per abbassare la febbre.

Con la più viva cordialità ed una stretta di mano per via telematica.

Luciano Cifaldi, segretario generale della Cisl Medici Lazio ma soprattutto medico oncologo.»