«Il licenziamento in tronco del dipendente e sindacalista della Cisl, dopo una intervista rilasciata al Tg2 e andata in onda  il 17 aprile u.s., sulla gestione dell’emergenza Covid-19  all’ospedale  San Giovanni di Dio di Torregalli, – comunica Roberto Talotta, Presidente Fials – è un chiaro attacco alla Democrazia e alla Costituzione Italiana, una sproporzionata intimidazione che rievoca un famigerato periodo storico, tutt’altro che morto e sepolto, almeno stando al provvedimento imperioso e sconcertante  con il quale la Asl in questione tenta di chiudere la bocca a quei sindacalisti che si sono schierati dalla parte degli operatori sanitari durante la fase più devastante dell’epidemia.

Bene hanno fatto anche le altre sigle sindacali ad interrompere le trattative con la ASL Toscana Centro in segno di solidarietà e di protesta per questo licenziamento improvviso che ha visto protagonista un operatore socio-sanitario, reo di aver denunciato pubblicamente  i rischi a cui, tutti i giorni, erano esposti i colleghi in attività  assistenziale, alle prese con una situazione  a dir poco da “terzo mondo”, vista anche la penuria di presìdi elementari per la sicurezza individuale, come mascherine e guanti, senza parlare, inoltre, dell’impreparazione riscontrata negli ospedali dopo i dissennati tagli dei posti letto e delle terapie intensive decisi, a suo tempo, da una Politica di “austerità” che noi non possiamo più accettare.

Questa Fials intende esprimere convinta solidarietà al sindacalista della Cisl illegalmente licenziato e anche a tutti i sindacalisti che si sono battuti per caldeggiare provvedimenti e disposizioni finalizzati alla tutela dei malati e degli stessi operatori sanitari, quest’ultimi più volte acclamati come “eroi” e “soggetti celestiali” nella fase più impegnativa e rischiosa dell’epidemia, elogi che hanno il sapore della beffa, visto che, a tutt’oggi, non si intravedono all’orizzonte quei miglioramenti contrattuali promessi fino alla noia.

Tornando a casa nostra, proprio questi impegni mancati sono alla base del calendario di manifestazioni volute dalla Fials Nazionale davanti a tutte le sedi regionali, compresa la Regione Lazio, appuntamenti iniziati il 25 giugno e che proseguiranno nei successivi tre mesi, ai quali seguirà una grande manifestazione nazionale a Roma il prossimo 19 Ottobre.

Medici, infermieri e tutte le altre categorie direttamente coinvolte in questi ultimi mesi nel fronteggiare l’epidemia, continuano a mostrare rabbia e risentimento anche dopo aver ricevuto nella retribuzione di giugno la cosiddetta “premialità”, che si è rivelata del tutto irrisoria visto che, nel suo ammontare “lordo”, il 40% è rientrato nelle tasche del Governo e delle Regioni.

Anche la cittadinanza è chiamata a sostenere la protesta del sindacato Fials, una rimostranza che intende sensibilizzare la Politica ad investire sul rilancio della Sanità Pubblica, dopo  un lungo periodo di “saccheggio” di posti letto, blocco degli organici e tagli alla Sanità territoriale».