Fine settimana intenso e appassionato – interamente speso sul campo – per gli apprendisti narratori di comunità del DIBAF-UNITUS.

Tutto è iniziato venerdì dopopranzo, sul sagrato del monastero di Santa Rosa, luogo fra i più commoventi nell’immaginario viterbese.

Appuntamento con Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa genius loci d’eccezione, affabulatore a tratti entusiasmante e professore per un giorno: per una passeggiata à rebours lungo il percorso del trasporto della Macchina.

Prima tappa: visita all’interno del chiesa e, grazie alla cortesia e ospitalità delle suore francescane alcantarine, custodi del luogo di culto, accesso della cappella dove è conservato il corpo di Rosina. Pomeriggio scandito dai racconti del generosissimo Mecarini, capace con la sua affabilità di trasmettere e restituire l’ethos del trasporto, il tono emotivo che si vive sotto la Macchina e il senso delle pratiche che attorno ad essa ruotano.

Memorabili alcuni passaggi della sua narrazione: come la risposta del vecchio facchino alla domanda di quello giovane, al suo primo “sollevate e fermi”, il quale gli chiedeva che cosa avrebbe sentito alla partenza… “N’ te preoccupà, Quann’arriva la senti!

Icastica-memorabile sentenza sul valore imprescindibile dell’esperienza diretta. Tappa finale della passeggiata/lezione la chiesa della Pace in piazza Concetti, sede del Sodalizio. Ad attendere la compagnia, l’antropologo culturale Antonio Riccio, una vecchia conoscenza di Banda del racconto, per la presentazione – affidata a Marco D’Aureli (suo anche il foto-racconto della due-giorni) e ad Antonello Ricci – del suo nuovo saggio “Santa Rosa e i viterbesi”. Una occasione ulteriore per gli studenti-apprendisti del master di affrontare i temi legati ai processi di patrimonializzazione, alle questioni identitarie e alle istanze comunitarie che il dispositivo patrimoniale veicola.

La lezione di sabato si è svolta invece a Vetralla, tra centro storico e casa editrice Davide Ghaleb, dove l’eroe eponimo, più noto ormai come il Santo Editore, ha organizzato e gestito – pranzo compreso! – una intera giornata dedicata al tema della fotografia. Al mattino lezione itinerante lungo le strade e i vicoli del centro del paese; nel pomeriggio, a partire dall’analisi e riflessione su alcune questioni tecniche, ampia e vivace discussione sul rapporto tra fotografia (immagine) e narrazione.

Al fianco di Davide, Pietro Benedetti, al quale sono state demandate le letture ad alta voce di alcuni brani di ambientazione locale scelti dal primo per ridare voce e far risuonare alcune storie nei luoghi che fecero loro da teatro. Un pomeriggio pieno di spunti buoni per alimentare le prossime lezioni del master il cui modulo III si terrà tra 14 e 15 dicembre.

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