Vittorio Sgarbi

“Verdiglione – afferma Vittorio Sgarbi – è stato un riferimento della cultura europea, seguito da scrittori e pensatori a cui dobbiamo, anche grazie a lui, molto: da Alberto Moravia a Emmanuel Levinas, a Eugene Ionesco, a Fernando Arrabal, a Bernard-Henry Levy, a Jorge Luis Borges.

Questi nomi garantiscono per lui, contro il pensiero debole e rancoroso di un magistrato che ha preteso il carcere, senza ragione. È impensabile che un uomo di cultura del calibro di Armando Verdiglione sia recluso.

Lancio un appello al Presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia, perché Verdiglione possa vivere una sorte migliore.

Non è bastato il caso Tortora e, nella storia, in dimensioni epiche, non sono bastati i casi di Giordano Bruno, di Galileo. L’inquisizione è sempre al lavoro. Non è tollerabile, e lui lo sa meglio di me, che dopo anni di inutili processi un filosofo, un editore, un promotore di cultura (con tutti i limiti del suo pensiero e delle sue teorie) come Armando Verdiglione, all’età di settantacinque anni, sia in carcere per scontare un residuo di pena di cinque anni per reati incerti e confusi.

A Verdiglione è stato persino negato per tre volte il differimento della pena per gravi motivi di salute”.

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