I Laurenti   quando vennero  a Toscanella  lavoravano per i Farnese e nel 1538 Giovanni possedeva un terreno in località Arrone, Gerolamo una casa nella contrada Valle, lungo la strada che dalla fonte delle sette cannelle va e sale al palazzo della Dogana degli ovini e dei bovini. Inoltre  aveva anche un casaletto con l’orto nella contrada Valle ed anche una grotta ed una stalla. Possedeva inoltre un’altra abitazione vicino al Macello ed alle mura della Città ed alla strada che va alla Dogana. Nella contrada Conserva vicino al fossato di Rusciavecchia coltivava una vigna di 18 zappe (circa 1 ettaro). Nel 1552 tutti i beni furono ereditati da Tranquillo.  Gerolamo era il genero di Romano di Pontremoli che abitava nella contrada Valle. Nel 1604 Giannantonio Orsini Conte di Pitigliano vendette il feudo al Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici,  in cambio del Marchesato di Monte San Savino e per saldare i propri debiti.  I Laurenti furono una delle famiglie che acquistarono poi  dai Medici di Firenze alcune parti del feudo di Pitigliano. Nel 1606 Giulio possedeva un terreno alla Petrella e nella via di Santa Maria dell’Olivo. Nella trentunesima lunetta del 1610 nel chiostro del convento di Santa Maria del Riposo c’è il loro stemma con una banda rosso mattone orizzontale con sopra un giglio azzurro chiaro, il colore dei Farnese, con due stelle a sei punte color ocra e , nella parte inferiore,  una cima   dei tre monti di colore verde. Nel  1634 Giovanni fu il padrino nel battesimo di Girolama Consalvi figlia di Cristoforo e di Livia Ragazzi; queste famiglie erano tra le più importanti di Toscanella. Lorenzo  nel 1635 abitava nel suo palazzo in via Roma che presenta, nel portale in nenfro,  il suo stemma con i tre monti ed il giglio in ricordo dei Farnese .   Un altro loro palazzo aveva l’entrata in via della Riforma ed in mezzo c’era il grande giardino che collegava le due residenze. Sempre nel 1635 Giovanni poté ricevere l’acqua pubblica che derivava dalla fonte di Poggio.   Nel 1828 Don Angelo era chierico nella chiesa di San Giuseppe. Nel 1834 Maria Laurenti,  vedova del conte Giuseppe Turriozzi  e cognata del cardinale Fabrizio Turriozzi,  fece alcuni scavi archeologici  nel proprio terreno, in località Valvidone, e trovò la famosa urna di terracotta con l’Adone Morente del 200 avanti Cristo che ora si trova nella stanza principale del Museo Gregoriano Etrusco all’interno dei Musei Vaticani a Roma. Nel 1843 il canonico teologo Vincenzo Laurenti Pro-Parroco eseguì lo Stato delle Anime della parrocchia di S. Giacomo Maggiore in precedenza alla Pasqua si Resurrezione. Dal 1843 al 1849 e dal 1862 al 1871 Mariangela Laurenti col nome di Suor Rosa Celeste del Divino Amore fu Vicaria dell’Abbadessa nel Monastero di San Paolo  delle Clarisse . Dal 1850 al 1856 fu Abbadessa. Intorno al 1855 i fratelli Don Vincenzo, Don Eugenio e Domenico avevano i terreni in contrada San Lazzaro di rubbi 15 (Ettari 28) che chiusero e piantarono,  Domenico nella contrada Bongiorno possedeva  38 rubbi (ettari 70). I tre fratelli coltivavano altri 104 rubbi ( 192 ettari) nelle località Fontanile, Poggio Pellegrino, Grotta Cianfrogna, Mostarello, Mignattara, Cavallaccia, Rosavecchia, Pantacciano, Doganelle di Pantacciano, San Lazzaro, Fontana del Corno, Doganelle del Sugareto, Puntone dell’Olivo, Patolungo, Luchino. Domenico Laurenti ai tempi del papa Pio IX , fu notaio pubblico residente di officio in Toscanella sua patria, munito della patente di libero esercizio, come risulta dal Libro Unico di Pubblici Istromenti che inizia dal 1851 .  Nel 1859 si ha notizia di una Aurelia Laurenti.  Nel 1861 Don Teodosio Laurenti dedicò al cardinale Angelo Quaglia , patrizio toscanese e cornetano, nato nel 1802,  la Storia del secolo XV di Angelo di Lavello Tartaglia ed insieme ai suoi fratelli gli offrirono  la cantica che contiene in sé fatti della patria storia. I signori conti Quaglia di Corneto possedevano allora il palazzo che fu del condottiero di ventura e conte di Toscanella Angelo Tartaglia. I Quaglia furono signori nella città di Toscanella ed erano proprietari della tenuta della Carcarella   con altri terreni. Furono assai benemeriti. Teodosio scrisse che, dopo gli sconvolgimenti subiti dalla città di Toscanella ai tempi del capitano Angelo Tartaglia, finalmente un altro Angelo, il cardinale Quaglia, portò “fortuna, benefica rugiada, letizia, riso, pace, copia, dovizia e gloria.”

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Il Professore  Giusepe Giontella  scrisse:” Don Teodosio Laurenti nacque a Toscanella  il 25 novembre del  1835 da Terenziano e da Maria Cerasa. Avviato agli studi religiosi ed abbracciata  la vita ecclesiastica, fu Canonico del Capitolo  della Cattedrale e, per cinque decenni circa, prestò opera pastorale nella qualità di parroco, presso la chiesa dedicata a San Giovanni Decollato. Di solida cultura classica ed estremamente erudito nelle materie letterarie, fu professore di lettere italiane e latine presso il Seminario Vescovile di Toscanella  e fu autore egli stesso di innumerevoli componimenti poetici, tanto  in lingua italiana  quanto in quella latina, che pubblicò in un numero unico nel 1899, in coincidenza con l’insediamento e il relativo ingresso in Cattedrale del Vescovo Mons. Antonio M. Grasselli, cui era dedicata l’opera. Si tratta per lo più di composizioni che hanno per argomento la vita religiosa e le virtù cristiane. Teodosio morì nel 1908. “  Nel 1892 aveva scritto anche un componimento poetico in latino in onore del defunto Don Giuseppe Di Lorenzo in cui conforta i tuscanesi per la perdita di quel grande sacerdote. Sulla lapide al cimitero di Tuscania si legge :” DON TEODOSIO LAURENTI, CANONICO PARROCO IN CATTEDRALE, PROFESSORE DI LETTERE NEL PATRIO SEMINARIO, DI ORATORIA SACRA E POESIA AMANTISIMO, A 73 ANNI IL 5 DICEMBRE 1908 SPIRO’ NEL BACIO DI CRISTO, I SUOI PARENTI IN LAGRIME PER TANTA IATTURA  QUESTO ESTREMO TRIBUTO DI AMORE”

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Nel 1869 i tre fratelli Laurenti  possedevano 84 ettari a Pian di Giunco ed a San Giusto. Il loro erede fu Veriano figlio di Domenico. Dal 1870 al 1899 Teodosio Laurenti fu uno dei canonici del capitolo della cattedrale di San Giacomo Apostolo il Maggiore.  Nel 1872 Vincenzo Laurenti , canonico teologo,  ricordò nella cattedrale di Toscanella la morte del cardinale Angelo Quaglia.   Nel 1876 Luigi ricevette la concessione del ricasco dell’acqua della fonte pubblica del Cavaglione .   Margherita di Terenziano era una possidente come anche Elisabetta, Luigi, Margherita di Domenico che sposò  nel 1886 Alessandro Szapolinski, nipote del famoso architetto e pittore Igino Ittar,  Maria, Augusto e Adele.  Nella carta topografica del 1885 si legge che  i Laurenti avevano un casale con l’Azienda Agricola in località Muratolo, l’attuale Guadigliolo, vicino al fiume Capecchio, a nord di Tuscania.  Nel 1887 la loro grande azienda era formata da 381 ettari.  Nell’anno 1888 i loro beni furono venduti nella subasta promossa dal Banco Maraini e C. nella quale questa banca diventò acquirente.  Nel catasto del 1925 Maria, Adele, Augusto, Giulia, Elvira, Teresa, ed Emilia figli del defunto Luigi possedevano alcuni terreni nel  vocabolo  Muratolo, oggi chiamato Guadigliolo , dove c’è ancora la casa colonica con canneti, vigne , seminativi ed oliveti per ettari 2,   alla Moletta un piccolo canneto,  al Muro Rotto circa 1 ettaro di canneto, a Valvidone la vigna ed il seminativo per 2 ettari, la vigna alle Bottacce un altro ettaro ed un piccolo  canneto a Sant’Angelo per un totale di ettari 6 circa.  Augusto di Luigi, Eufemia , Riccardo ed Edoardo di Angelo,  Elisabetta e Virginia di Francesco , Maria , Adele, Augusto, Giulia, Elvira, Teresa ed Emilia fu Luigi possedevano dieci case,un forno,  una stalla ed un fienile. Vendettero i pochi terreni rimasti negli anni 1960 e si trasferirono a Tivoli.

Mauro Loreti

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