«Apprendiamo con estremo stupore le dichiarazioni a mezzo stampa del capogruppo della Minoranza quando afferma che al Consiglio Comunale del 1° aprile, convocato per l’approvazione del Bilancio, si sarebbero surriscaldati gli animi; in realtà le interrogazioni sono avvenute in un clima dialettico sufficientemente pacato.

L’unico momento di “criticità”, – replica l’amministrazione Comunale di Vignanello all’articolo pubblicato su ontuscia.it – se è quello a cui si fa riferimento nel consuetudinario “Poema”, è stato quando, nel rispondere ai quesiti posti in relazione all’ascensore, campo sportivo e Zona Insediamenti Produttivi Comparto 1, il Sindaco Federico Grattarola ha ricordato allo stesso capogruppo che a quelle domande sarebbe stato in grado di rispondere anche lui, perché reduce da dieci anni di amministrazione e quindi “a conoscenza delle questioni”. Di cosa si sta parlando in realtà? Si parla del Piano triennale delle Opere Pubbliche inserito nel Documento Unico di Programmazione. Nello specifico: la precedente amministrazione, quella di cui anche il capogruppo faceva parte, aveva previsto nel bilancio del piano triennale per le opere pubbliche ben Euro 2.237.542 per il solo 2018. L’attuale piano triennale che è stato approvato il 1° di aprile prevede per il 2019 eventuali uscite per un massimo di Euro 575,000 complessivi. Stiamo parlando quindi del 78% circa di abbattimento di spesa rispetto alla gestione precedente! Quello che il Sindaco ha contestato in consiglio infatti è l’infausta scelta fatta dall’amministrazione del capogruppo, compiuta qualche mese prima delle elezioni comunali, di restituire i soldi agli assegnatari dei lotti non più interessati. E’ vero che questa fu una decisione del Consiglio di cui lo stesso Grattarola faceva parte ma l’assemblea consiliare non si espresse, come effettivamente non era dovuto, circa la modalità di pagamento la quale avvenne in un’unica soluzione; si poteva rateizzare oppure compensare in parte la somma dovuta ma non è stato fatto. Questa operazione, insieme al pagamento di alcuni espropri, ha appesantito la situazione di cassa di Euro 600.000 facendo balzare l’Ente al limite ammissibile di scoperto presso la tesoreria. Questo significa che il Comune ha pagato e sta pagando interessi passivi sullo scoperto che sono arrivati a diverse decine di migliaia di euro…e questo come si chiama se non indebitamento!

Altra questione: ASCENSORE. Sembra superfluo spiegare che in una Pubblica Amministrazione per un sindaco scegliere una tipologia di ascensore non è come fare acquisti su un catalogo on line; ci sono figure previste dalla legge a questo preposte (progettista, direttore lavori, RUP, collaudatore ecc.). L’opera, inoltre è costata Euro 180.000 (…e non Euro 250.000!), fu progettata così e così realizzata, senza alcun problema di carenza di fondi come invece si cerca sbadatamente di sostenere. Riguardo ai costi di manutenzione a cui fa riferimento il consigliere, possiamo solo dire che per diversi anni dalla messa in esercizio degli ascensori, le spese erano limitate quasi esclusivamente alla ordinaria manutenzione ed erano piuttosto contenute. E’ lecito chiedersi se i costi sono lievitati successivamente perché, come accaduto per tutto il resto, il paese è stato abbandonato all’inedia più totale durante l’ultimo mandato? E non si dica che non c’erano fondi per fare piccole manutenzioni o interventi ordinari perché il comune era indebitato ecc… Oggi seppure in sofferenza di cassa e con estrema fatica, stiamo dimostrando che le opportunità si possono costruire anche dove la situazione è difficile. La creazione di soluzioni, l’impegno in prima persona degli amministratori, il coinvolgimento della cittadinanza, il coraggio delle scelte anche impopolari, rappresentano ciò che fa la differenza tra mediocrità e lungimiranza. Al netto delle mistificazioni, quello approvato il 1° aprile è un bilancio “ponderato” e “prudenziale” teso a garantire l’ordinario e il necessario per tentare almeno di portare a termine le opere ancora incompiute e garantire i servizi minimi.

Insomma attaccare l’attuale maggioranza, portando la battaglia mediatica nello stesso campo dove si è toccato il peggio del peggio da parte dell’esecutivo uscente, soprattutto negli ultimi due anni del mandato dopo il misterioso “ben servito” dato alla spicciolata a due componenti della giunta, non sembra proprio un’autentica genialata».