Apprendiamo dalla stampa che in occasione della celebrazione del 25 aprile, un noto esponente della sinistra ha riacceso il megafono della propaganda politica di parte, suscitando l’irritazione di alcuni presenti.

Un esempio deprecabile di come certi ambienti non perdano occasione per strumentalizzare fatti della storia a proprio tornaconto politico. Sempre dalla stampa apprendiamo, infatti, di un monologo sprezzante sul ministro dell’Interno, Matteo Salvini, arrivando addirittura a parlare di comportamento “eversivo” del vice premier. Commenti a dir poco inauditi rivolti a chi, con voto democratico, rappresenta in questo momento le istituzioni della Repubblica Italiana, espressi, per giunta, in un contesto che avrebbe meritato riflessioni di altro genere.

Ricorderemo questa giornata, in cui si vorrebbe festeggiare la libertà, per il cattivo gusto con cui è stato accaparrato un palcoscenico per distribuire odio e livore sull’avversario politico, calpestando in modo incurante il sentimento di una piazza di cittadini che erano lì per altro, e che alla fine hanno reagito, con un’accesa protesta da parte di alcuni. Quanto accaduto ci sconcerta e rammarica, ma ci fa ribadire con più forza la presa di distanza da alcuni appuntamenti oramai completamente strumentalizzati da certa politica, snaturandoli così nel loro significato.

La Lega è un partito di governo, in Italia e al comune di Viterbo, e in quanto tale si tiene alla larga da simili siparietti, pensando solo a onorare nel miglior modo possibile il mandato ricevuto dai cittadini.

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