Le indagini, coordinate dai pm Michele Prestipino e Giovanni Musarò, hanno evidenziato il profondo rancore nutrito dal gruppo criminale nei confronti delle forze dell’ordine. Astio sfociato in pedinamenti per studiare le loro abitudini di vita e nell’incendio delle macchine di due carabinieri (uno dei quali aveva partecipato all’arresto per droga dell’uomo albanese). Gli stessi militari sono riusciti a sventare il tentativo degli indagati di dare alle fiamme l’auto di un agente della polizia, “responsabile” di aver avviato una serie di controlli amministrativi sui “Compro oro” gestiti dal calabrese.

Blitz Carabinieri contro la mafia nel Viterbese, 13 arresti

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