Concessioni demaniali marittime, CNA: “Il governo assuma una posizione ferma nei confronti dell’Europa”

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MONTALTO DI CASTRO – Proroga di trent’anni per le attuali concessioni demaniali marittime e adozione del doppio binario. Richiesta al governo per una chiara presa di posizione nei confronti dell’Unione Europea, affinché le concessioni, che secondo la CNA sono da considerare beni, non restino assoggettate alla direttiva “servizi”, meglio conosciuta come Bolkestein. Mobilitazione generale della categoria, se sarà necessario.

 

Questa la posizione che CNA Balneatori ha ribadito nell’incontro svoltosi a Montalto di Castro, presso la Sala San Sisto, su iniziativa della CNA di Viterbo e Civitavecchia, per fare il punto sulla vertenza in atto da anni tra balneari italiani e UE.

 

L’iniziativa, alla quale ha preso parte anche Emanuele Litardi, presidente del consiglio comunale di Montalto, è stata introdotta da Riccardo Pera (foto), responsabile territoriale di CNA Balneatori, che ha evidenziato l’esigenza di una stretta collaborazione tra le imprese del settore, in considerazione del ruolo strategico di questo segmento della filiera turistica per lo sviluppo del litorale. Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, ha quindi espresso l’impegno dell’Associazione a rappresentare le istanze degli imprenditori balneari e a mettere a disposizione di questi ultimi la propria rete di servizi e opportunità, “che sono a portata di mano, poiché abbiamo sedi nei principali centri della fascia costiera”.

 

Agli operatori intervenuti, Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di CNA Balneatori, ha sottolineato lo stato di gravissimo disagio della categoria, precisando che CNA Balneatori ha assunto da tempo una posizione di assoluta fermezza: “Intendiamo sostenerla con la determinazione con cui si difende una vera e propria linea di confine. Il governo deve finalmente muoversi a difesa del comparto balneare, come già hanno fatto altri Paesi europei”.

 

“Il nostro -ha osservato- è un comparto fondamentale per l’economia. Nella partita in gioco, il sistema Italia non può permettersi di perderlo, visto che sono in ballo 30mila imprese, un contributo del 65 per cento al movimento turistico generale e lo svolgimento di funzioni di interesse pubblico, come la pulizia delle spiagge e i servizi di salvataggio, in sostituzione dello Stato”.

 

Tomei ha illustrato il disegno di legge che prevede la proroga di 30 anni per le attuali concessioni e l’ordine del giorno collegato, che impegna il governo a far “uscire” le concessioni dalla direttiva Bolkestein, con il sostegno convinto della maggioranza delle Regioni. “Anche con la Regione Lazio -ha detto- il confronto aperto è proficuo”.

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