“Lago di Bolsena, prioritaria la sua salvaguardia”

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BOLSENA – “Da troppo tempo lo stato di salute del Lago di Bolsena desta preoccupazioni, che si amplificano nel periodo estivo, come ribadito recentemente dai risultati del monitoraggio scientifico di Goletta dei laghi di Legambiente. Nel mese di agosto 2014, il Ministero dell’Ambiente, ha inoltrato ai Sindaci dei Comuni circumlacuali, una nota nella quale si richiedeva di dettagliare lo stato di salute del bacino lacustre.

 

Per tentare di chiarire la situazione, nel mese di settembre dello stesso anno, è stata presentata dall’On. Alessandra Terrosi (foto) una apposita interrogazione. Nella interrogazione si stigmatizza il cattivo funzionamento degli impianti di depurazione, che sono la causa dei frequenti sversamenti di liquami fognari nel bacino lacustre, con le note problematiche che ne derivano. “L’interrogazione rivolta al Ministero dell’Ambiente”, dice Alessandra Terrosi, “chiede al Ministero stesso, se non intenda intraprendere tutte le azioni necessarie al fine di garantire la salute del Lago di Bolsena, ripristinando il corretto funzionamento degli impianti di depurazione esistenti e valutando interventi tecnici che prevedano l’adozione di ulteriori sistemi di depurazione.

 

“Come noto” continua Terrosi “ARPA Lazio è deputata alla esecuzione delle analisi delle acque: nell’interrogazione si chiede al Ministro, se non intenda garantire un aumento del numero dei siti in cui effettuare i prelievi e le analisi al fine di verificare anche la presenza di elementi chimici, in particolare azoto e fosforo, che sono notoriamente responsabili dei fenomeni di eutrofizzazione e che attualmente vengono rilevati solo in pochi siti. Poiché l’evoluzione dello stato di salute del bacino lacustre dovrebbe essere monitorato nel tempo, l’atto parlamentare presentato, pone l’accento sulla necessità che venga previsto, nel rispetto delle competenze di tutti gli Enti territoriali coinvolti, uno studio della qualità delle acque del Lago di Bolsena – monitoraggio di indagine – che relazioni sullo stato di inquinamento generale delle acque provocato sia dalla componente microbiologica sia dalla componente chimica e che attribuisca l’origine dello stesso distintamente alle diverse attività che insistono nel territorio circumlacuale (turismo, agricoltura, altre attività antropiche), anche in vista della prossima scadenza del 31 dicembre 2015, termine entro il quale lo stato ecologico del lago dovrà migliorare da “sufficiente” a “buono”, secondo quanto previsto dalla Direttiva Quadro 2000/60/CE sulle Acque.”

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