“Servono risorse vere adesso, da utilizzare per consentire alle aziende di proseguire la loro attività, piuttosto che intervenire più tardi con la cassa integrazione e con le imprese che hanno dovuto sospendere la loro attività. Le risorse pubbliche del Paese siano utilizzate rapidamente per salvaguardare la produzione e il lavoro”. Alessandro Mazzoli, candidato nel collegio uninominale del Senato Lazio 2-U01 per il Partito democratico, interviene sulla cassa integrazione che molte aziende del distretto industriale di Civita Castellana sono state costrette a richiedere per ammortizzare il contraccolpo creato dal caro energia

“Molte industrie civitoniche, le stesse che hanno superato la pandemia, ora rischiano di entrare in crisi per i costi energetici lievitati alle stelle. Il prezzo del gas – sottolinea Mazzoli – attualmente incide in maniera devastante sulle spese di produzione, al punto da collocare i prodotti realizzati nel nostro distretto ampiamente fuori mercato. Una situazione che ha spinto diverse aziende a percorrere la via degli  ammortizzatori sociali in attesa di capire l’andamento dei prezzi. Sta di fatto, in termini di consumi energetici, le aziende del distretto sono passate dai 20 kilowattora durante gli anni della pandemia agli oltre 300 di questa settimana”.

La ricetta del Pd contro l’impennata dei costi, già illustrata da Mazzoli in occasione degli incontri avuti domenica con imprenditori e lavoratori a Civitavecchia, è chiara: introdurre un tetto al prezzo del gas; raddoppiare il credito d’imposta per le imprese, sia quelle energivore che le altre; tassare gli extra-profitti delle imprese energetiche; combattere senza remore la speculazione. “Servono risorse, stanziamenti straordinari per contenere il prezzo della bolletta di luce e gas. Lo dobbiamo alle imprese ma anche alle famiglie italiane”, conclude il candidato dem.

Articolo precedenteCome spiare un cellulare conoscendo solo il numero
Articolo successivoUna rosa in volo con l’Esercito italiano