Diverse famiglie cominciano a preparare gli addobbi luminosi per le prossime festività.
I costi di questi addobbi sono secondo i gusti, molto contenuti ché quasi tutti sono “made in China” (almeno per ora…).

Occorre fare attenzione per due motivi: costi dei consumi e pericoli.

Costi dei consumi
All’ordine del giorno – prosegue Aduc – in periodo di crisi energetica. Da non sottovalutare: se fine a un paio di anni fa i costi dei consumi per adornare alberi, finestre e terrazze erano marginali, oggi è diverso. 
Siamo sicuri che sia necessario tenere queste luci sempre accese anche quando non siamo in casa o magari si è da soli?
Ok, sono a bassa tensione, ma considerato un mese e più che orneranno le nostre case, alla fine se si è parsimoniosi un risparmio di 50 euro è probabile.
La logica è la stessa delle spie dei vari elettrodomestici che, se vogliamo risparmiare in un anno qualche centinaio di euro, è bene far sì che non consumino e staccare la spina sempre quando non si usa il tv, il microonde, la lavatrice, il computer, il riscaldamento/condizionatore (entrato ultimamente in auge per i costi più contenuti rispetto al classico gas/metano), etc.

Pericoli
Le catene luminose possono essere pericolose se non hanno il marchio CE (Conformità Europea, da non confondere con China Export… che, se non è evidente, non ci sono alternative ad acquisti presso commercianti di fiducia); marchio apposto dal produttore o dall’importatore… il che non garantisce la sicurezza.
Le luci sono pericolose per rischio scosse: c’è il cavo della terra e l’impianto domestico è come dovrebbe essere? Soprattutto per bambini e animali domestici (il gatto che si arrampica sull’albero di Natale è un classico). Possono provocare incendi per surriscaldamento, favoriti dalla infiammabilità degli abeti resinosi e dal fatto che spesso sono lasciate accese anche di notte o durante la lontananza da casa, cioè in condizioni di assenza di controlli. 
Per essere più sicuri occorre che le catene luminose oltre al marchio CE abbiano la certificazione dell’Istituto italiano del marchio (IMQ), che le sottopone ad una serie di controlli di sicurezza (autoestinzione, diametro del filo, ecc.).

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