Enrico Panunzi

REGIONE – “Una atto di grande civiltà, che realizza in maniera concreta il principio costituzionale di uguaglianza. E’ questo il senso della legge votata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio, che promuove e riconosce la Lingua italiana dei segni (Lis). La nostra, peraltro, è tra la prime regioni a riconoscere la Lis come lingua a tutti gli effetti e se si pensa che non c’è ancora una normativa nazionale che regola la materia è di facile intuizione capire la portata di queste disposizioni.

 

Che introducono concretamente regole secondo le quali in tutti gli uffici che rappresentano dei servizi pubblici essenziali per le persone (come ospedali e scuole), potranno esserci a disposizioni degli interpreti di Lis. E ciò non è di poco conto, visto che, se non si può comunicare, quei diritti riconosciuti dalla Costituzione non sono più tali: ora si cerca di superare tale situazione.

 

Nelle scuole, ad esempio, è previsto il sostegno agli studenti con l’uso della Lis o di altri supporti e tra il pacchetto degli interventi figurano manifestazioni culturali ed eventi di interesse con l’uso della Lis. Da sottolineare inoltre un altro aspetto: la legge, per la quale sono stati stanziati 600mila euro nel triennio, prevede anche uno screening neonatale per consentire di individuare subito i casi di sordità ed evitare che i bambini affetti da questa malattia siano scambiati per disabili di altra natura, come avveniva in passato quando, per questo motivo, venivano curati in maniera sbagliata. Quella approvata oggi, in ultima analisi, è una legge che rende uguali agli altri cittadini che finora non lo erano”.

 

Enrico Panunzi (foto)

Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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