LAMBERTO MECORIO

VITERBO – “28 novembre in piazza a Roma per chiedere al Governo, dopo sei anni di attesa e due rinnovi persi, un contratto vero per gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. E per dare voce al disagio dei 700 mila addetti di terzo settore e del privato sociale”.

 

A dichiararlo è Lamberto Mecorio (foto), Segretario generale della Uil FPL di Viterbo. “Chiediamo retribuzione, innovazione, professionalità, qualità e produttività per i cittadini – prosegue Mecorio – tra due fine settimana saremo in piazza insieme alle federazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Gilda con lo slogan ‘Pubblico6Tu, ContrattoSubito’. Assieme a noi, oltre 20 sigle in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, afam e privato sociale. Migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno da Piazza della Repubblica fino a Piazza Venezia”.

 

“Manderemo un messaggio forte a questo Governo – spiegano le Federazioni dei Servizi Pubblici di CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e GILDA – se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Scuola, salute, conoscenza, sicurezza, prevenzione, welfare, integrazione, sostegno alle persone e alle imprese: servono investimenti in ricerca, innovazione e competenze per rimettere in moto la più grande azienda del paese. Solo attraverso il contratto, e non con le imposizioni legislative, si produce il vero cambiamento: vogliamo risposte sulle risorse per i contratti e liberare dai vincoli la contrattazione decentrata, la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici, nell’interesse generale di lavoratori e cittadini. I sindacati puntano il dito contro l’aumento ‘mancia’ previsto da una legge di Stabilità che per i lavoratori pubblici opera scelte sbagliate, così come i provvedimenti del governo sulla scuola e sulla Pa: tante norme e poca attenzione al lavoro di chi ogni giorno, con impegno e fatica, è in prima linea per dare un buon servizio alle comunità. Zero considerazione, zero formazione, zero partecipazione e zero contratti. Il tutto senza risposte né per i precari né per l’occupazione, viste le nuove intollerabili misure che bloccano il turn over”.

 

“Il contratto da rinnovare subito – concludono i Sindacati – è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, come la garanzia di servizi nuovi, avanzati e veloci lo è dei cittadini. La sola via è riaprire la contrattazione, per questo saremo in piazza a Roma il 28 novembre. E non ci fermeremo finchè non avremo le risposte che i lavoratori e il Paese si aspettano e meritano”.

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