• Prof. Fabbri, possiamo concludere che i moti di Piazza Maidan furono spontanee sollevazioni popolari, soprattutto nella capitale e soprattutto di giovani ,che volevano fortemente dimostrare la loro voglia di Europa e di stili di vita europei, contro quelli che la Russia attraverso il vassallo putiniano Viktor Yanukovich, voleva imporre?

Non c’è dubbio che Yanukovich era stato eletto per portare a termine la trattativa con la UE per un successivo ingresso in essa dell’Ucraina, che certo tracciava anche una poi possibile adesione alla NATO; il suo voltafaccia in favore delle controproposte di Putin ha scatenato una reazione di massa imprevista che dal 21 novembre del 2013 è durata sino alla sua fuga a Mosca l’anno dopo.

Quindi la situazione istituzionale non si è mantenuta costituzionalmente coerente proprio per la mancanza di dimissioni formali del Presidente, ma le successive elezioni ne hanno ristabilito la correttezza.

In questo quadro principale e prioritario non si possono escludere interventi di servizi di varia provenienza, ma non ci sono evidenze di formazioni naziste che abbiano agito in modo determinante; segnalo il documentario WINTER ON FIRE reperibile su YOU TUBE, come una valida fonte di documentazione.

  • Veniamo ad un aspetto peculiare di questa guerra: come accadde nella guerra civile spagnola nel 1936, l’Ucraina è terreno di scontro sia militare che ideologico,quindi vi partecipano formazioni militari volontarie ma anche mercenarie; colpisce l’immaginazione di tutti che a fianco della Santa Madre Russia ci siano brigate musulmano-sunnite particolarmente addestrate in ferocia e determinazione omicida; è una contraddizione politica?

Probabilmente si, ma non certo militare stante l’efficacia di queste formazioni.

Si tratta di combattenti sunniti salafiti, cioè l’ala più rigida ed ortodossa dei Sunniti, che in totale rappresentano circa il 75% dell’Islam, che si riconoscono dalla caratteristica barba fluente, ma senza i baffi, e molti presentano anche la “zabiba”, segno causato dall’attrito generato dal contatto regolare della fronte con il tappeto di preghiera.

Sono stato personalmente testimone a Mosca, durante un mio viaggio, del potere che godono in Russia: ho visto due SUV fermarsi davanti ad un Hotel dai quali sono scesi numerosi individui in divisa militare, con le caratteristiche barbe ed armati di Kalashnikov, disporsi indisturbati davanti all’ingresso ed entrare, senza che nel sorvegliatissimo centro di Mosca succedesse alcunchè.

Oggi queste formazioni cecene e siriane sono particolarmente utili perché intanto hanno una preparazione superiore ai soldati di leva impiegati, poi perché non hanno alcuna remora ad uccidere e massacrare soldati con i quali non hanno alcun elemento di nazionalità, religione, cultura che possa fare da remora, come invece avviene per i soltati russi.

Gli eccidi di Bucha, pare dimostrato che siano avvenuti per l’intervento di formazioni asiatiche.

Insomma battaglioni freschi, sia pagati come i Wagner, o spostati da fronti asiatici, in questa fase estremamente dura fanno molto comodo a Putin.

Francesco Chiucchiurlotto

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