Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO Dopo oltre 18 anni dalla sua emanazione, non si potranno ancora vedere, gli effetti del D.Lgs n. 164/2000 (Decreto Letta) rispetto alle gare per la concessione del servizio di distribuzione di gas metano, quello che “dà una mano” !?!).

Va rilevato che tale normativa include nella procedura di gara tutti i comuni italiani, quindi anche gli oltre 1200 Comuni non metanizzati, in quanto la concessione verrà affidata sulla base dei 177 ambiti ottimali previsti in Italia, che includono appunto tutti i Comuni italiani, senza eccezioni; cioè 177 gare al posto delle migliaia che si fecero negli anni 80 e 90.

Tuttavia, il gestore aggiudicatario della concessione non è obbligato ad estendere ai comuni non metanizzati la rete, a meno che non siano garantiti finanziamenti pubblici in conto capitale, pari almeno al 50% del valore complessivo dell’opera da realizzare.

Pertanto, l’eventuale metanizzazione del comune privo della rete potrà risultare, a causa dell’eccessiva o scomoda distanza dalla rete nazionale e dell’esiguo numero di utenti non economica e per il gestore non conveniente.

Non essendo previsto dalla normativa l’obbligo dell’estensione della rete per il soggetto aggiudicatario, salvo che sia richiesta dal bando di gara e potendo poi operare sul territorio dell’ambito in regime di esclusività, è evidente che a molti Comuni italiani sarà preclusa ancora a lungo (o forse per sempre) la possibilità di accedere alla fornitura di gas metano.

Ciò determina un serio danno alle famiglie ed alle imprese, anche nel caso siano forniti da GPL (gas propano liquido) il cui costo energetico è almeno il doppio del metano.

Fin quando infatti non verranno prese in considerazione queste specifiche realtà territoriali e non verrà data ai Comuni non metanizzati la possibilità di essere riforniti anche da gas metano, gli utenti saranno obbligati a ripiegare su GPL, aria propanata, pellet, legna o gasolio, con notevoli svantaggi economici, pratici ed ambientali.

Il Decreto Legislativo 164/2000 prevede che nei Comuni (e poi negli ambiti costituiti a seguito dei successivi interventi normativi), vi sia un solo Concessionario per la distribuzione del metano; di fatto, se quest’ultimo non ha interesse alla estensione della rete di distribuzione in tali Comuni, potrebbe anche impedire l’intervento di altri operatori.

Non vi sono infatti nel bando-tipo clausole di salvaguardia per tali Comuni, i quali, se non ne è prevista la metanizzazione nel piano di sviluppo, resterebbero per altri 12 anni privi delle forniture di metano, compreso il GNL (gas naturale liquido) che potrebbe essere distribuito con carri bombolai o con le nuove tecnologie di refrigerazione del metano liquido.

Allora ricapitolando: il decreto Letta fatto dal PD per liberalizzare (sic) il mercato del gas al fine di contenerne i costi per i cittadini e dare un contributo finanziario ai Comuni, da 18 anni DICIOTTO ANNI !!, è imballato in ricorsi, interpretazioni contradittorie, ritardi, disinteresse e quanto di peggio possa produrre la burocrazia di regolazione italiana.

Milleduecento Comuni rischiano di non avere mai la distribuzione di metano in rete e migliaia di piccole e medie aziende sono di fatto escluse dalle gare per mancanza di capitali.

Intanto le 7 sorelle del gas lucrano profitti inimmaginabili in nome del riformismo all’italiana.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 107)
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