Ieri mattina nel centro vaccinazioni alla Mazzetta sono iniziate le vaccinazioni per gli insegnanti di Viterbo. Dopo aver visto come la ASL ha organizzato i locali messi a disposizione dalla Parrocchia della Mazzetta speriamo che il maxiprogetto che avrebbe dovuto realizzare 3mila “primule” nei comuni d’Italia, guardato subito con sospetto fin dalle prime declamazioni, finirà in una cantina contenente ben inscatolate “le scemenze in pandemia”.

C’è poi da sperare che i circa 8 milioni di euro previsti per finanziare le prime 21 strutture iniziali possano essere salvati e dirottati su cose serie.

Parrocchia della Mazzetta

Tornando alla Mazzetta colpisce subito la pulizia e l’igiene degli ambienti, la sala intervista del medico con il paziente che si deve sottoporre a vaccinazione è dotata di tavoli con separatori in plexiglass distanziati su cui sono collocati dei flaconi di disinfettante che serve per igienizzare mani e penne di medici e vaccinandi, presidiati da medici che controllano le autocertificazioni sottoscritte.

Successivamente si passa alla sala vaccini, dove su un tavolo centrale sono disposti in maniera ordinata tutti gli attrezzi del mestiere, una leggera musica di sottofondo per rilassare le persone che spesso non essendosi sottoposte a terapie vaccinali sono leggermente preoccupate; poi il personale preposto, gentile e professionale, inietta il vaccino e qualche volta stupefatti si sente dire, citando lo slogan di una famosa pubblicità: già fatto!

Vaccinazione

Le persone a cui è stato inoculato il vaccino vengono fatte accomodare su delle sedie predisposte a distanza ragguardevole una dall’altra per attendere 15 minuti una eventuale reazione.

La Asl ha organizzato un serio servizio di vaccinazione senza utilizzare le milionarie “primule”.