VITERBO – Ho avuto il piacere di illustrare più volte quanto duro sia fare il “vero” animalista. Bisogna lottare con chi vuole sterminare ogni tipo di creatura, bisogna trascorrere giornate intere alla ricerca di cagnolini fuggitivi birbantelli, bisogna correre in piena notte a raccogliere animali feriti per le strade, bisogna assisterli nei canili e nei rifugi.

Tutto questo, scusate la ripetizione, viene svolto dai “veri” animalisti che agiscono solo perchè il cuore li obbliga a farlo.

Poi, purtroppo, come abbiamo spesso occasione di constatare nostro malgrado, ci sta il secondo tipo di animalista: il politico mancato.

Questo tipo di finto animalista lo si trova solitamente ben nascosto dietro a gazebo ricolmi di lucrosissime uova di pasqua o altro materiale vendibile, emerge solitamente un paio di volte l’anno dal suo infruttuoso letargo al solo scopo di indignarsi per futili motivi, che però rende politicamente importanti, ma si indigna solo se il partito vuole e gli viene ordinato.

Sono da poco trascorsi i quattro giorni che i musulmani chiamanoʿīd al-aḍḥā (ossia “festa del sacrificio”), dove vengono atrocemente sgozzati vivi milioni di animali. Io,in cuor mio, mi auguravo di vedere in tutte le piazze della mia città e, perchè no, di tutta Italia, i numerosi banchetti a cui siamo soliti assistere la settimana prima della atroce mattanza degli agnelli a Pasqua; invece…il nulla, il silenzio più assordante, l’indifferenza più strabiliante. Nessuna associazione, nessun animalista in strada, nessun cenno sulla carta stampata, sul web!

Ecco signori, benvenuti nel variegato mondo degli finti animalisti funzionanti solo inserendo la tessera politica.

Questo mio sfogo, lo ammetto, non serve di certo a cambiare gli eventi, ma una sola cosa vorrei che tutti voi faceste in nome delle vittime inermi di tutte le credenze: la prossima volta che in occasione della Pasqua o del Natale incontrerete sulla vostra strada il banchetto delle finte associazioni, non donategli soldi, VI PREGO NON FATELO, pagateli con la stessa moneta che loro usano nei confronti degli animali: con i soldi del Monopoli.

Leonardo De Angeli

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