GALLESE – “Restaurare un’opera in genere significa salvare dal degrado un manufatto artistico di pregio, che poi si vedrà in una nuova veste, quasi come nuovo.

Stavolta il restauro ha coinciso non solo con questo, ma anche con il riappropriarsi di un’opera, di cui si era quasi persa la memoria, e con il tornare a possedere un manufatto artistico che ha avuto, per tanti anni e per tanti concittadini che ci hanno preceduto, un forte valore affettivo e devozionale. Lo scorso martedì 31 ottobre, infatti, dopo un intervento di recupero, è stata riportata a Gallese l’antica statua della Madonna del Rosario, trasportata in passato in processione per le vie della città nell’ultima domenica di maggio.

La sapiente opera dei restauratori della Keorestauro ha portato a nuova vita questa immagine, che torna ad essere un patrimonio per l’intera comunità di Gallese.

Ad accogliere l’opera c’era un gruppo di bambini della parrocchia e alcuni fedeli, che non hanno voluto perdersi questo appuntamento; hanno osservato con stupore la bella statua mariana, ascoltando con attenzione le parole del parroco don Remo Giardini, del funzionario della Soprintendenza Luisa Caporossi e della restauratrice Chiara Munzi, che hanno sottolineato il valore della conservazione dei beni culturali e della nostra identità.

Il ritrovamento è avvenuto lo scorso 25 aprile, grazie allo spunto offerto dalla presentazione al Museo di Gallese di un volume sulle Madonne vestite a cura di Marcello Arduini. E’ proprio a questa categoria che appartiene l’immagine di Gallese, a quella cioè delle statue vestite con abiti reali. Quando, in quella mattina di aprile, venne aperto il ripostiglio della chiesa di San Lorenzo, in cui si immaginava potesse giacere la statua dimenticata da decenni, quasi non ci si aspettava di ritrovarla completa in tutte le sue parti (le mani, i piedi e la testa di queste immagini si smontano dal corpo durante i periodi di non utilizzo). Eppure era là, completa, in uno stato sicuramente non buono, ma tale da consentirne il restauro.

I fondi per questa operazione sono stati reperiti immediatamente: il Comitato festeggiamenti di San Famiano del 2016 ha subito e con entusiasmo accettato di aderire all’iniziativa fornendo la cifra necessaria, raccolta dalle offerte dei cittadini per la festa di quello stesso anno. Contestualmente una famiglia gallesina sta generosamente donando il sontuoso abito (quello antico non ci è giunto) che adornerà la statua, ora vestita con una preziosa sottoveste del XIX secolo. Ciò assume un valore simbolico notevole: i cittadini stessi hanno, sostanzialmente, finanziato il ripristino di quest’opera che, per tale motivo, diviene maggiormente patrimonio della gente di Gallese.

Insomma, in appena sei mesi, la statua è passata dall’oblio ad una nuova vita: un fatto quanto mai raro e che dovrebbe costituire un esempio, in un’epoca in cui le lungaggini burocratiche spesso rendono queste operazioni bibliche nei tempi di attuazione”.

Gabriele Campioni