«Pasquino, nel film “nell’anno del signore”, dice a un certo punto: «Li pensieri vengono scrivendo». Ed è forse vero, ma – scrive Candida Pittoritto, Civiltà Italiana – così allora vorrebbe dire che scrivendo cose sbagliate o inadatte, vengono cattivi pensieri. È forse, ipotizzo sia ben chiaro, il caso che sta infiammando nuovamente la già sollecitata piazza dell’antichissima città di Sutri, da alcune ore.

Infatti, non reputo neanche lontanamente pensabile che un uomo dell’intelligenza e della cultura, ma soprattutto della navigata esperienza politica di Vittori Sgarbi, potesse essere il volontario “mandante” di un così grossolano errore di comunicazione politica.

Certo, il Sindaco, poteva benissimo non sapere, magari confidando nelle capacità di qualche suo collaboratore che, forse, preso da sacro zelo, un po’ eccessivo magari, dal desiderio di compiacere il suo Sindaco, o da una forma incontrollata di esibizionismo letterario, ha voluto essere (e soprattutto apparire ai suoi occhi) più “realista del re” e, mal interpretando una richiesta di “ironia” volta a una conciliazione degli animi sutrini, ha invece così esasperato ulteriormente il già fragile stato sociale del paese.

Talvolta, si sa, arroganza e presunzione, conducono a soddisfare le proprie voglie senza tener troppo conto dei risultati possibili e delle conseguenze, le parole, particolarmente in politica ma più in generale nella vita, vanno sempre dosate, centellinate, misurate, se non si vuole spezzare ogni delicato equilibrio per ragioni incomprensibili.

Quanto avvenuto getta un’ombra cupa sul futuro politico della cittadina, nel quale giustamente è intervenuto il Capogruppo dell’opposizione richiedendo a gran voce, la revoca del responsabile di tanta leggerezza. Vittorio Sgarbi è persona troppo abile e capace per non riconoscere tutto ciò e che, quindi, “Parigi (in questo caso Sutri) val bene una messa”, una messa a riposo di qualche collaboratore ancora acerbo ma dall’eccessiva ambizione non temperata».

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