La onlus Amici di Galiana fa un appello: “Sbrigatevi”

Solo il 5% dei destinatari ha fatto domanda

Aiuti ai disabili e alle loro famiglie: in provincia sono state fatte pochissime domande per ottenere gli aiuti economici chiamati Dopo di noi. Lo fanno sapere dall’associazione Amici di Galiana onlus, che fa un accorato appello alle 500 famiglie del Viterbese potenziali assegnatarie degli oltre duecentomila euro a disposizione.

Dice Graziella Fiorucci, di Amici di Galiana: “Per la provincia, divisa in due Ambiti con capofila Viterbo e Vetralla, sono arrivati nel 2017 complessivamente 175mila euro ai quali sono da aggiungersi i fondi del 2018 e ora del 2019. Ulteriori fondi sono messi a disposizione per ristrutturazioni immobiliari. Purtroppo, le adesioni su tutta la provincia sono state scarse, a fronte di una potenziale adesione di minimo 500 utenti”.

E ancora: “In un momento particolarmente delicato in cui la crisi sta volatilizzando le risorse delle famiglie, l’associazione Amici di Galiana onlus si mette al servizio di tutte quelle persone coinvolte con il problema della disabilità adulta per aiutarle ad accedere a questo importante aiuto statale. La raccomandazione è di muoversi il prima possibile rivolgendosi ai Comuni di appartenenza o in alternativa all’associazione stessa, contattando la signora Tiziana al 3496990993 o il signor Pino al 3382840304”.

I destinatari degli aiuti sono le persone con un’età compresa fra i 18 e i 64 anni in possesso di certificazione riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della legge 104/92. I quali possono beneficiare degli interventi e dei servizi finanziati dal Fondo nazionale del “Dopo di noi”. Questa legge è stata fortemente voluta per garantire un futuro di tranquillità a tutte quelle famiglie all’interno delle quali vi era un figlio con disabilità, e per fornire gli strumenti per incentivarne l’autonomia in termini di assistenza/accudimento e sollecitazione della vita di relazione. Ma anche per offrire una futura condizione abitativa e ambientale (spazi adeguati, condizioni igieniche adeguate, condizioni strutturali, barriere architettoniche) e una situazione economica stabile alla persona con disabilità. In merito agli interventi che la legge garantisce, quindi, non c’è solo la soluzione abitativa, ma anche percorsi di accompagnamento e di consapevolezza sia del beneficiario che della famiglia. Nello specifico: percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine; interventi di supporto alla domiciliarità (rimanere nella propria casa); tirocini finalizzati all’inclusione sociale, alla autonomia delle persone e alla riabilitazione; interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare.

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