Una strada possibile che il sindaco Vittorio Sgarbi vuole percorrere al meglio, per dare ancor più forza al Rinascimento cittadino, con l’antico e primario obiettivo di ricondurre Sutri al posto che merita nella storia. Con queste premesse, e di fronte a una sala gremita di cittadini, ne hanno discusso ieri pomeriggio nella Sala del Consiglio di Villa Savorelli, il sindaco Sgarbi e l’architetto urbanista Pietro Laureano, consulente Unesco, presidente dell’Icomos Italia – organizzazione internazionale non-governativa, senza fini di lucro impegnata a promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale -, fondatore e coordinatore di Ipogea, curatore della mostra internazionale “Ars Excavandi” di Matera e fautore dei rapporti che hanno portato all’iscrizione dei Sassi di Matera e del Parco del Cilento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Un appuntamento importante che evidenzia un passaggio fondamentale per lo sviluppo e la promozione della città, specie in ambito internazionale, a cui la comunità sutrina ha risposto in modo forte e significativo, rappresentando nitidamente la volontà di abbandonare la scorza dura di un’esistenza civica forzatamente localistica, per lanciare l’antichissima identità di Sutri nel patrimonio dell’umanità, in piena armonia con la visione dettata dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Sgarbi: «La mia idea di innalzare Sutri a dimensione delle città più grandi e antiche del mondo ha un significato psicologico e reale». Priorità .Una volontà, quella di iscrivere Sutri tra i siti del Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, che ora subisce una forte accelerazione concreta, rispetto alle fondamenta gettate dai fratelli Simone e Riccardo Cerulli, che dal 2016 hanno intrapreso l’iter burocratico necessario all’importante ottenimento internazionale Unesco, che ora trova forza essenziale nella figura del sindaco Sgarbi, nell’immagine di un Rinascimento cittadino ma soprattutto nell’abbattimento di ogni ostacolo burocratico, della cui importanza ha parlato ieri anche il ragionier Francesco Cacchiarelli, parte del centro studi fondato coi Cerulli, che ha illustrato le iniziative già avviate ma soprattutto l’idea progettuale in essere, capace di unire nella valorizzazione, in un’unica grande armonia storica e paesaggistica, il borgo, al parco regionale dell’Antichissima Città di Sutri, generando un unicum che possa parlare, all’Unesco e al mondo, dell’anima più profonda di questa terra. Proprio del ruolo dell’Unesco e delle comunità ha parlato l’architetto Laureano, che nel suo intervento ha specificato percorsi e valutazioni di natura tecnica utili al raggiungimento dell’obiettivo “patrimonio dell’umanità”, risaltando, su tutto, il ruolo fondamentale della comunità nella generazione di una nuova narrazione della sua esistenza e la necessità di smaltire urgentemente le zavorre della burocrazia che, troppo spesso, portano a fondo l’Italia nel processo di sviluppo legato al proprio, immenso, patrimonio storico e artistico: «Ricreare la narrazione di un luogo. Quando proposi Matera come Patrimonio dell’umanità era considerata la vergogna d’Italia. Attraverso l’iscrizione Unesco si è riusciti a far riconoscere il valore di quella città, cambiandone la narrazione». Laureano richiama i cittadini all’amore per la propria identità e all’assunzione di responsabilità come passo fondamentale per essere parte dell’Unesco: «Sono le comunità e i luoghi che si devono candidare. Devono voler essere iscritti e devono dimostrare di meritarlo. L’Unesco non sceglie. Luoghi che decidono di essere l’umanità intera, oltre ogni lungaggine burocratica. Quella dell’Unesco è una grande visione che tendeva a mobilitare la comunità. Oltre la burocrazia. La candidatura di Sutri potrebbe servire a cambiare le cose in Italia. Una grande visione che ha portato benessere in tanti luoghi del mondo che viene bloccata da una burocrazia ignorante». L’architetto, che oggi è stato ospite della città per poterne ammirare le infinite bellezze, termina affermando la necessità di superare gli ostacoli di natura tecnica, invocando il prezioso aiuto di Vittorio Sgarbi: «Spero che Sgarbi sarà dalla nostra parte e si impegnerà per migliorare la situazione. Le iscrizioni all’Unesco portano successo, benessere e sviluppo ai siti, è stato dimostrato, e invece noi, in Italia, ci stiamo chiudendo in un faccenda di dossier, di liste, di scadenze. Saranno contenti i burocrati del ministero… L’ Italia deve riacquistare un ruolo propositivo». Il ruolo della Francigena come area di assoluto interesse storico, gli step per l’avvio del percorso utile a iscrivere la città alla “lista propositiva” dell’Unesco, le ipotesi di “fusione” del borgo con il parco per una migliore valorizzazione del patrimonio, idee, ipotesi, riflessioni ad alta voce in un dibattito animato da molti interventi dei relatori e dei cittadini in un confronto aperto a un nuovo orizzonte di crescita e valorizzazione per Sutri, impossibile da garantire in altre condizioni amministrative, che lascia ben sperare per il futuro della città e rafforza l’idea e la visione del sindaco Vittorio Sgarbi, e della sua amministrazione, di un Rinascimento capace, con la sua forza, di superare ogni nuovo feudalesimo e ogni sterile polemica.