NEL 1183 Papa Lucio III, Ubaldo da Lucca monaco cistercense,  fece un viaggio da Roma, i primi di giugno, per incontrare l’Imperatore  Federico Barbarossa a Verona;   si diresse a Viterbo, poi a Tuscania sede  della Diocesi della Tuscia nel Patrimonio di San Pietro. Portava con sé le reliquie di ventitre Santi Martiri e volle lasciarle proprio a Tuscania.  Fu accolto dal vescovo Cencio  e continuò il suo viaggio per Castro, Ancona, Rimini, Bologna , Modena ed il 22 luglio fu a Verona. In seguito , nel XIII secolo, nella  chiesa di Santa Maria Maggiore di Tuscania  fu costruito l’altare dei Martiri nell’abside della navata sinistra, dove furono riposte le reliquie, con l’epigrafe  dedicatoria:

 “+  IC REQUIESCUNT CORPORA SANTORUM CORNELII PP, PONTIANI PP, PRIMI ET FELICIANI, CONCORDI ET SECUNDI, AGAPITI, GENESII, GEMINIANI, SIMPRONIANI, TISIDII, COMUNII, IUSTINI, DOMITIANI, SAVINAE, RUFINAE,VICTORIAE, COLUMBAE, CANTIAE, POTITI, RESTITUTI, RESTITUTAE ET AGAPES. EC TRASLATIO FACTA EST DOMINI LUCII III PP MENSE MARTII DIE IIII IN DOMO BEATAE MARIAE MAIORIS”.

La venerazione dei Santi Martiri  continuò nei secoli e nel 1433, quando era priore della chiesa Giovanni da Fabrica, fu dipinto un affresco alto cm. 245 e largo cm. 570, per ricordare questo avvenimento, nella parte alta dell’abside sinistra della chiesa. In uno tra gli anni 1633-1637 questo affresco fu restaurato e rielaborato dal pittore viterbese  Angelo Pucciatti. Vi è infatti la presenza  nell’affresco dei francescani, degli agostiniani e delle guardie svizzere.  Si può  ammirare  sullo sfondo la chiesa di Santa Maria Maggiore con il campanile, tutto il corteo in processione, i Francescani Minori Osservanti e gli Agostiniani, i  sacerdoti Canonici della Collegiata di Santa Maria Maggiore, alcune donne inginocchiate, i nobili tuscanesi che portano il baldacchino con il reliquiario, i sacerdoti Canonici di San Pietro, i vescovi, i cardinali, il papa , i militi armati  pontifici  ed il popolo cristiano. Si notano molto bene le candele, le alabarde, l’abbigliamento religioso: i piviali, la tiara, le mitrie, le berrette , le cotte. Dopo il terremoto del 1971 il dipinto, dopo essere stato staccato e restaurato dall’Istituto Centrale  per la Conservazione ed il Restauro di Roma, sotto la direzione del Professore Giuseppe Moro, è stato  posizionato nella navata destra perché il tetto della navata sinistra era stato abbassato con i lavori della Soprintendenza. Si legge nell’iscrizione:

 “HAEC TRASLATIO FACTA EST TEMPORE DOMINI LUCII III PP MENSE MARTII DIE III IN DOMO BEATAE MARIAE MAIORIS ANNO DOMINI MCLXXXIII”.

Sotto la traslazione furono dipinti anche i ritratti e i nomi di tutti i Martiri. Dopo le celebrazioni nella chiesa i canonici recitavano in coro le preghiere e cantavano , mentre si  svolgeva una processione : VENI CREATOR SPIRITUS, Vieni o Spirito Creatore, visita la mente dei tuoi fedeli, riempi di grazia celeste il cuore delle tue creature … CONFITEOR DEO Confesso a Dio Onnipotente …  MISEREATUR TUI OMNIPOTENS DEUS ET, DIMISSIS PECCATIS TUIS, PERDUCAT  TE AD VITAM AETERNAM. AMEN.  INDULGENTIAM … il Signore onnipotente e misericordioso conceda l’indulgenza, l’assoluzione e la remissione di tutti i peccati. TE DEUM LAUDAMUS  … tutta la terra venera te, eterno Padre. CORPORA SANCTORUM IN PACE …  i corpi dei santi furono sepolti in pace e i loro nomi vivranno in eterno. Poi il salmo LAUDATE DOMINUM DE CAELIS … lodate Dio dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli. Nell’archivio capitolare della Concattedrale di San Giacomo Apostolo Maggiore  in Tuscania si trovano i calendari delle festività celebrate nella chiesa di Tuscania, in particolare in uno si legge:

”ORDO OFFICII DIVINI RECITANDI JUXTA RITUM BREVIARII ROMANI CUM FESTIS PROPRIIS CIVITATIS TUSCANELLAE ANNO DOMINI MDCCXLV (1745) ILLUSTRISSIMI AC REVERENDISSIMI DOMINI ALEXANDRI DE ABBATIBUS PATRITII ROMANI, DEI ET APOSTOLICAE SEDIS  GRATIA TUSCANENSIS EPISCOPI JUSSU EDITUS PRO ECCLESIA COLLEGIATA SANCTAE MARIAE MAIORIS TUSCANELLAE”.

Seguono poi le varie date della venerazione dei 23 Santi Martiri: il 3 febbraio San Concordio, il 6 San Communio, il 4 marzo la Traslazione, il 10 San Domiziano, il primo aprile Sant’ Agape, il giorno 8 San Potito, il giorno 11 maggio San Tisidio, il 29  San Restituto, il primo giugno San Secondo, il 25 San Primo e San Feliciano, il 10 luglio Santa Rufina, il 4 agosto San Giustino, il 18 Sant’Agapito, il 27 Santa Restituta, il primo settembre San Ginesio, il 3 Santa Savina, il 16 San Cornelio, il 17 San Geminiano, il 10 ottobre San Semproniano, il 19 novembre San Ponziano, il 20 Santa Canzia, il 20 dicembre Santa Vittoria ed il 22 Santa Colomba. Le celebrazioni erano officiate dal priore di Santa Maria Maggiore Giacomo Felice Sarnani.

Mauro Loreti

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